Concordato preventivo in continuità: lasci ogni speranza l’accantonamento prudenziale

Il Tribunale di Modena, con decreto del 20.09.2017, ha stabilito che, in sede di concordato preventivo in continuità, la mancata previsione nel piano di riparto finale da parte del Giudice Delegato di un accantonamento quantomeno prudenziale, ovvero della costituzione di un fondo rischi, non costituisce in alcun modo vizio del provvedimento gravato.

In quanto, nessuna disposizione della legge fallimentare prevede l’obbligatorietà nella fase esecutiva del concordato di disporre detti accantonamenti, risultando pacificamente inapplicabile l’art. 113 L.F. (norma, peraltro, di stretta interpretazione anche nell’ambito del fallimento e relativa ai soli riparti parziali).

Nel caso di specie due banche avevano proposto tempestivo reclamo ex art. 26 L.F. avverso il decreto con il quale il Giudice Delegato, dopo aver rilevato la non sussistenza di alterazioni delle cause legittime di prelazione ed escluso la necessità di accantonamenti, aveva disposto che venissero effettuati i pagamenti in conformità al progetto di ripartizione finale depositato dalla società in concordato.

Il Tribunale di Modena ha, inoltre, precisato come l’esigenza che le banche reclamanti avrebbero voluto garantire mediante l’accantonamento, e cioè la possibilità di ottenere la restituzione delle somme qualora risultassero indebitamente versate in virtù di decreti ingiuntivi provvisoriamente esecutivi e successivamente opposti, nel caso di concordato in continuità trova tutela attraverso eventuali rimedi ordinari, in quanto nel concordato in continuità c.d. diretta non vi è il rischio che una volta distribuito l’attivo non residui più nulla su cui soddisfarsi.

Circa la previsione di un apposito fondo rischi nella contabilità della società proponente, secondo detto Tribunale, si tratterebbe di una scelta gestionale che non può certo essere imposta al Giudice Delegato.

Sulla base delle suddette motivazioni il Tribunale di Modena ha rigettato i reclami avanzati dalle Banche.

Tribunale di Modena, sentenza del 20 settembre 2017

Ilaria Termine – i.termine@lascalaw.com

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