Concordato in continuità aziendale: non occorrono accantonamenti

Il Tribunale di Modena ha rigettato il reclamo proposto da due banche avverso il decreto con cui il Giudice Delegato ha disposto che venissero effettuati i pagamenti in conformità al progetto di ripartizione finale depositato dalla società in concordato, escludendo la necessità di prevedere degli accantonamenti.

In particolare, le due banche opponenti lamentavano la distribuzione ai creditori di somme ricevute dalla società debitrice in forza di decreti ingiuntivi provvisoriamente esecutivi, oggetto di opposizione da parte delle stesse banche, senza effettuare alcun accantonamento e senza la previsione di un apposito fondo rischi.

Il Tribunale di Modena, nel rigettare il reclamo, ha così disposto con decreto: “la mancata previsione da parte del Giudice Delegato di un accantonamento quantomeno prudenziale ovvero della costituzione di un fondo rischi per le somme versate in virtù dei decreti ingiuntivi provvisoriamente esecutivi ed opposti, non costituisce in alcun modo vizio del provvedimento gravato, dato che nessuna disposizione della legge fallimentare prevede l’obbligatorietà in fase esecutiva del concordato di accantonamenti siffatti, risultando pacificamente inapplicabile l’art. 113 L. Fall. (norma peraltro di stretta interpretazione anche nell’ambito del fallimento e relativa solo ai riparti parziali)”.

Il Giudice di merito ha poi concluso precisando che non essendo il concordato liquidatorio, bensì in continuità, non vi è il rischio che una volta distribuito l’attivo non residui più nulla su cui soddisfarsi.

Infine, per ciò che concerne la richiesta di previsione di un apposito fondo rischi, il Tribunale ha specificato che “si tratta di una scelta gestionale che non può certo essere imposta dal Giudice Delegato”.

Tribunale di Modena, decreto del 20 settembre 2017

Ottavio Continisio – o.continisio@lascalaw.com

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