Competenza territoriale e domicilio elettivo del consumatore

Tribunale di Milano, ordinanza 8 maggio 2014 

Con ordinanza dell’8-5-2014 il Tribunale di Milano si è espresso in punto di competenza territoriale del giudice adito e, in particolare, sull’ambito di applicazione dell’istituto del domicilio elettivo effettuato successivamente alla sede contrattuale originaria e ai soli fini dell’instaurazione della causa.

Il giudizio, nell’ambito del quale è stata emessa l’ordinanza in commento, veniva incardinato dal cliente (qualificabile come “consumatore”), nei confronti della Banca, per la tutela della lamentata violazione da parte della Banca degli obblighi sanciti a suo carico dalla normativa di settore (artt. 21 TUF e 28 e ss. e del Regolamento Consob n. 11522/98), con riferimento all’operazione di acquisto di obbligazioni.

Il Tribunale adito ha accolto l’eccezione preliminare di incompetenza territoriale sollevata dalla Banca convenuta, motivando per la non idoneità dell’elezione di domicilio effettuata da parte attrice presso il proprio procuratore, al rispetto della previsione per cui la causa deve essere radicata avanti al Tribunale nel quale il consumatore ha eletto domicilio.

Il Tribunale di Milano, non solo ha ritenuto che l’elezione di domicilio effettuata da parte attrice presso difensore – al solo fine del giudizio promosso – non rientri nel campo di applicazione dell’art. 43 c.p.c, ma ha altresì escluso la configurabilità dell’ipotesi di “domicilio elettivo” di cui all’art.33 L. Cons. sulla scorta del consolidato orientamento giurisprudenziale, secondo cui “il domicilio elettivo del consumatore, ai sensi dell’art. 33, comma 2, lett. u, del d.lg. n. 206 del 2005, il quale, insieme alla residenza dello stesso consumatore al momento della domanda, è foro esclusivo ed inderogabile (a meno che la previsione di altri fori nel contratto sia stata oggetto di trattativa individuale) è esclusivamente quello che il consumatore può eleggere nel contratto all’atto della sua conclusione per tutte le vicende attinenti al contratto stesso, come stabilito dall’art. 47 c.c.; ne consegue che non sono riconducibili ad esso elezioni di domicilio successive del consumatore, fatte prima dell’inizio del giudizio o nello stesso atto introduttivo di esso” (così Cass. Civ., Sez. VI, 17-5-2011, n. 10832).

28 maggio 2014

(Paolo Francesco Bruno – p.bruno@lascalaw.com)

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