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Commessa record per Finmeccanica

Finmeccanica, si porta a casa la più grande commessa della sua storia, la fornitura di 28 caccia Eurofighter Typhoon, al Kuwait. Un affare valutato tra i 7 e gli 8 miliardi, che dovrebbe avere anche un grande impatto occupazionale. Gli aerei caccia, quanto di più avanzato ci sia oggi sul mercato, saranno infatti prodotti in Italia. Dopo anni di lavoro e a distanza di sei mesi dal memorandum tra i governi di Italia e Kuwait, ieri è stato firmato il contratto. Un «grande colpo» (come l’ha definito il segretario dei metalmeccanici Cisl) per Finmeccanica che come capofila del consorzio Eurofighter (con Regno Unito, Germania e Spagna), si assicura il 50 per cento della commessa una cifra tra i 3 e i 4 miliardi. La soddisfazione per la firma del contratto, il cui valore ufficiale è tenuto ancora riservato, soddisfa sia l’amministratore delegato del gruppo, Mauro Moretti, che i sindacati, che si augurano si traduca in una leva per l’occupazione.
«Si tratta del più grande traguardo commerciale mai raggiunto da Finmeccanica ha commentato Moretti da Kuwait City un grande successo industriale con risvolti molto significativi non solo per la nostra azienda e gli altri partner del consorzio Eurofighter, ma anche per l’intero sistema Paese». Un accordo che per il numero uno di Finmeccanica «assicurerà know-how e occupazione qualificata in Italia e nei paesi partner». Tant’è che già da ieri, in attesa della firma, le azioni di Finmeccanica sono salite in Borsa. A Kuwait City, con Moretti, c’era anche il ministro della Difesa Roberta Minotti e il suo omologo del governo kuwuatiano.
La commessa si traduce nella costruzione degli aerei e nell’addestramento di piloti e personale di terra che si svolgerà in collaborazione con l’Aeronautica militare italiana. Ed è proprio nell’addestramento che sembra concentrarsi la quota più ampia del valore della commessa. Poi c’è la logistica e l’aggiornamento delle infrastrutture aeroportuali, interventi necessari per far volare gli Eurofighter Typhoon nelle basi aeree dell’aeronautica del Kuwait. Il che significa anche radar e strumenti elettronici. La ricaduta in Italia è ampia e si tradurrà in un volano che coinvolgerà l’ampia filiera delle piccole e medie imprese dell’indotto. Sarà il Piemonte, con l’area di Torino a beneficiarne di più, ma gli effetti toccheranno anche Toscana, Puglia e Campania. Brindano anche i sindacati, che aspettano e chiedono subito un incontro con Moretti. «La firma del contratto con il Kuwait – hanno dichiarato Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom-Cgil, e Claudio Gonzato, responsabile Finmeccanica per la Fiom torinese – è una notizia positiva », oltre a costituire «la garanzia per investimenti futuri negli stabilimenti interessati ».
Si tratta di un «grande successo», anche per la Uilm, perché «assicura una prospettiva positiva di carichi di lavoro e di occupazione per i prossimi anni», ha dichiarato il segretario nazionale Uilm, Giovanni Contorno, che chiede un incontro ai vertici di Finmeccanica per «affrontare le prospettive industriali degli altri settori», da quello spaziale a quello missilistico.

Barbara Ardù

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