Clausole vessatorie e sottoscrizione in blocco

Il Tribunale di Reggio Emilia, chiamato ad occuparsi di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, affronta il tema della specifica approvazione delle clausole vessatorie.

Richiamando il consolidato orientamento della Suprema Corte, il Giudice ribadisce che non è necessario sottoscrivere ciascuna clausola vessatoria, ma è sufficiente un’apposita dichiarazione che raggruppi tutte le clausole singolarmente richiamate.

Tuttavia, nel caso di specie, la Banca opposta aveva predisposto unilateralmente un modulo che prevedeva la specifica approvazione per iscritto di ben 16 clausole, molte delle quali non vessatorie.

Sempre la Corte di Cassazione, infatti, ha stabilito che “non integra il requisito della specifica approvazione per iscritto ex art. 1341 comma 2 c.c. il richiamo in blocco di tutte le condizioni generali di contratto  o di gran parte di esse , comprese quelle prive di carattere vessatorio, e quindi la loro sottoscrizione indiscriminata, poiché con tale modalità non è garantita l’attenzione del contraente debole verso la clausola a lui sfavorevole, in quanto ricompresa tra le altre richiamate”.

Questa modalità di approvazione delle clausole vessatorie rende difficoltosa la percezione della vessatorietà della clausola, contravvenendo al requisito della specificità richiesto dall’art. 1341 c.c.

Tale norma, infatti, prevede non solo la sottoscrizione separata , ma anche una redazione idonea a richiamare l’attenzione del sottoscrittore sul significato delle clausole che va ad approvare specificamente.

Nella fattispecie concreta, il giudice di merito ha ritenuto nulla la clausola relativa alla competenza esclusiva del Tribunale di Reggio Emilia, in quanto clausola vessatoria non ritualmente approvata per iscritto. Conseguentemente veniva dichiarato nullo il decreto ingiuntivo opposto, in quanto emanato dal Giudice incompetente.

Pertanto, accertata la competenza del Tribunale di Agrigento, il giudizio potrà essere riassunto davanti a tale tribunale, che deciderà sulla controversia non intesa come opposizione a decreto ingiuntivo, in quanto nullo, ma come ordinario giudizio di cognizione avente ad oggetto l’accertamento del credito dedotto nel procedimento monitorio.

Tribunale ordinario di Reggio Emilia, Sez. II Civ., sentenza del 24 aprile 2018

Serena Cefola – s.cefola@lascalaw.com

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