Casistiche di (anti)riciclaggio

In data 9 luglio 2018 la UIF ha pubblicato il terzo numero di “Casistiche di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo”, nella “Collana Quaderni dell’antiriciclaggio – Analisi e studi”.

Il terzo numero delle Casistiche di riciclaggio raccoglie alcuni dei casi più interessanti riscontrati nella recente attività della UIF.

In particolare, si fa riferimento:

  • – da un lato, ai fenomeni individuati grazie ai progressi compiuti dagli operatori nei meccanismi di rilevazione delle anomalie;
  • – dall’altro lato, vicende portate alla luce grazie alla strategia di intelligenceadottata dalla UIF che, con un affinato utilizzo del patrimonio informativo disponibile, si pone l’obiettivo di intercettare gli schemi criminali più complessi, non sempre di facile individuazione da parte dei singoli segnalanti.

Le risultanze cui è pervenuta la UIF sono frutto del collegamento tra le segnalazioni, dei relativi red flags sintomatici della fattispecie, delle analisi svolte dalla UIF e, ove possibile, della verosimile ipotesi di attività illecita sottesa ai movimenti finanziari analizzati dall’Unità, a supporto delle attività di accertamento investigativo.

Inoltre, quando noti, sono stati riportati gli esiti investigativi e giudiziari.

Al fine di rendere più chiara e comprensibile la ricostruzione delle dinamiche e dei flussi finanziari, dell’operatività complessiva e delle correlazioni tra i soggetti coinvolti, ciascuna scheda è anche corredata da una rappresentazione grafica e dall’elencazione dei red flags sintomatici della fattispecie. Non solo, le casistiche riflettono, con la loro diversa complessità e significatività economica, i mutamenti nella tipologia delle minacce e delle condotte potenzialmente illecite, fornendo indicazioni utili ad agevolare l’attività dei segnalanti.

Inoltre, un elemento caratterizzante il documento, è l’utilizzo di un linguaggio semplice, comprensibile anche per chi si accosti ad un primo approfondimento della materia, al fine di tener fede alle finalità divulgative della pubblicazione e di fornire ai segnalanti uno strumento informativo immediato, pratico e di agevole consultazione da affiancare ai tradizionali indicatori di anomalia, schemi comportamentali e comunicazioni della UIF.

Nello specifico, si segnala che per ogni scheda, dopo un breve abstract, vengono riportati i fatti oggetto di segnalazione, opportunamente privati di ogni elemento che possa consentire di risalire alla vicenda d’origine. Segue, poi, la descrizione delle successive fasi di approfondimento, fino alla formulazione, quando possibile, di una verosimile ipotesi di attività illecita presupposta che possa supportare le attività di accertamento investigativo.

I casi illustrati nel documento riguardano prevalentemente i più recenti fenomeni rilevati dai soggetti obbligati e approfonditi dalla UIF.

Così, a titolo esemplificativo, dall’analisi delle segnalazioni di operazioni sospette continuano a venire in rilievo operatività ricorrenti, quali le violazioni di norme fiscali, cui si riferisce oltre un terzo delle segnalazioni. Tali violazioni, a volte associate ad attività di autoriciclaggio, possono essere strumentali a condotte più gravi commesse da organizzazioni criminali attraverso frodi fiscali anche internazionali, caratterizzate da flussi cross border da o verso Paesi a rischio, ovvero mediante sistemi di false fatturazioni o con l’utilizzo di strumenti scarsamente tracciati, quali il gioco fisico tramite videolottery (“VLT”).

Alcune delle fattispecie descritte riguardano la costituzione di società da parte di prestanome e con versamento fittizio del capitale, nonché l’utilizzo irregolare di schemi negoziali quali il factoring, per lo smobilizzo dei crediti d’impresa e l’affitto di azienda, al fine di preservare il possesso dei beni in caso di fallimento.

È stata data rilevanza ad una tipologia di operatività basata sull’utilizzo delle valute virtuali, strumenti che, per l’anonimato e per la mancanza di regole e controlli sulle transazioni, si prestano a occultare eventuali tracce di reati.

Inoltre, sono riportati casi in cui comportamenti anomali legati all’utilizzo di carte di pagamento o al circuito dei money transfer hanno rivelato, in sede di analisi finanziaria, potenziali collegamenti con organizzazioni terroristiche.

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