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Case, tornano le compravendite ma i prezzi rimangono fermi

Era da anni che non si vendevano tante case in Italia. Nel 2017 più di mezzo milione di abitazioni ( per l’esattezza 542.480) sono passate di mano, facendo circolare ben 86,6 miliardi di euro, il valore più alto dal 2011. I prezzi, al contrario, sono al palo. Nessun rialzo significativo, ma neanche crolli. E a comperare sono soprattutto famiglie, grazie a un recupero di disponibilità nel livello del reddito e a tassi di interesse sui mutui vantaggiosi, tant’è che oggi la prima rata è la più bassa che si sia mai vista negli ultimi dieci anni. E’ buona dunque la fotografia delle compravendite che emerge dal Rapporto sul mercato immobiliare residenziale, realizzato dall’Agenzia delle Entrate in collaborazione con l’Abi, sulle compravendite del 2017.
Tutti numeri che se uniti ai dati dell’Istat sulle stime di crescita del Pil per il 2018 ( confermata a 1,4% e trainata dalla domanda interna a +1,5%), dicono che la ripresa in atto non è passeggera. Sempre che i rialzi nel prezzo del greggio e dunque una fiammata inflazionistica non rompano gli equilibri.
«La ripresa c’è e la crescita del mercato immobiliare lo conferma – spiega Luca Dondi, economista e direttore generale di Nomisma -. Vediamo un miglioramento nella fiducia dei consumatori, tassi bassi e la convinzione che i prezzi si sono stabilizzati. Per anni dopo la crisi non si erano abbassati, figli di una bolla speculativa, che ormai si è sgonfiata». La ripresa del mercato immobiliare è dunque figlia di più fattori: prezzi stabili, maggiore disponibilità di reddito, ripresa di fiducia e tassi di interesse ridotti al lumicino. « Tutti dati – spiega Giancarlo Torriero, vice direttore dell’Abi – che indicano una ripresa dell’economia. Un fenomeno che noi vediamo da tempo misurando l’indice di affordability, che sintetizza l’analisi di diversi fattori: reddito, prezzo delle case, tassi sui mutui. Ebbene – aggiunge Torriero – oggi questo indice è in miglioramento e ci fa dire che ci sono 19 milioni di famiglie (il 75% del totale), che con un mutuo può sostenere l’acquisto di un’abitazione. Si tratta del nuovo massimo storico. E sono tornati sul mercato i giovani. C’è poi da aggiungere che l’acquisto della casa è un volano per il settore edile. Chi compra nella maggior parte dei casi ristruttura».
Un mercato, quello delle compravendite salito nelle grandi città, Milano ( 8,1%), Palermo (+ 7,9%), Firenze (+ 7,8%), Napoli (+7,4%) e Torino (+4,9%). Seguono Genova e Roma, cresciute rispettivamente del 3,3% e del 3%, mentre Bologna è l’unica, dove i contratti per l’acquisto di abitazioni segnano il passo(-3,3%). Guardando ai dati territoriali, nel Nord e nel Centro più della metà degli acquisti avviene con l’ausilio del mutuo, cosa più rara al Sud e nelle Isole. La superficie media acquistata è di 105,8 metri quadri. Il totale erogato dalle banche in mutui ammonta a 32,7 miliardi (+9,1% rispetto al 2016), per un importo medio di 126 mila euro e a un tasso, anch’esso medio, del 2,38%.
«Sono finiti gli anni dell’incertezza – commenta Mario Breglia, presidente di Scenari immobiliari – è tornata la fiducia. Certo è un mercato vecchiotto, fatto di molti immobili marginali o in periferia, dove i prezzi sono crollati anche del 50% negli ultimi dieci anni. C’è da dire però che il mercato è influenzato anche dalle case messe all’asta dalle banche per recuperare i crediti in sofferenza, cioè i mutui non rimborsati. Un mercato po’ drogato, dunque, dove spesso è lo stesso proprietario a riacquistare a prezzo inferiore, dopo che le aste sono andate a vuoto».

Barbara Ardù

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