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Carige, Fitch taglia il rating: «Rischio fallimento possibile»

Scoppia alla vigilia del primo cda veramente operativo, previsto per oggi, e mentre i nuovi vertici della banca, il presidente Pietro Modiano e l’ad Fabio Innocenzi, sono a Francoforte a parlare con Bce, una nuova tempesta su Carige. Ieri l’agenzia Fitch ha tagliato il rating dell’istituto di credito genovese paventando un rischio fallimento per la banca.
Intanto con la Vigilanza, fanno sapere Innocenzi e Modiano attraverso una nota della banca, si è prospettata anche la «valutazione di possibili alleanze». Resta, insomma, in pista la possibilità di un’aggregazione.
Il downgrade porta il rating di lungo termine di Carige da B- a CCC+, ponendolo sotto rating watch negativo. Secondo Fitch «il fallimento della banca è una reale possibilità, dal momento che crediamo che sarà un sfida per l’istituto rafforzare il capitale, il che potrebbe alla fine portare a un intervento del regolatore».
Fitch evidenzia come la banca non soddisfi, al momento, i requisiti di Pillar 2 sotto il profilo patrimoniale e che l’emissione di strumenti Tier 2 per raggiungere questi obiettivi è da considerarsi difficile, alla luce delle mutate condizioni di mercato per le banche italiane. «L’azionista di riferimento di Carige (Malacalza Investimenti, col 27,5%, ndr) – sottolinea Fitch – ha dichiarato di voler supportare la banca, ma non ha espresso un deciso impegno a sottoscrivere l’intero prestito obbligazionario Tier2 da 200 milioni di euro che la banca prevede di emettere».
Il taglio di rating, evidenzia ancora Fitch, «riflette anche il nuovo cambiamento a livello di management. Dal 2016 l’ad della banca è stato cambiato due volte (in realtà tre, con l’arrivo di Innocenzi, ndr) e la banca si prepara ad approvare il terzo piano di ristrutturazione. Dal nostro punto di vista, questo aggiunge incertezza sulle strategie future, dato che la banca può richiedere più tempo per implementare un turnaround che permetta di soddisfare le richieste dell’Authority».
Fitch punta il dito anche sul debole profilo di Carige nell’attuale scenario standalone nonché sulla profittabilità presente e futura alla luce degli elevati livelli di prestiti problematici. Su questo fronte, l’agenzia di rating, ricordando il piano di riduzione del rischio avviato dal precedente management, sottolinea che, se è possibile attendersi che le inadempienze probabili possano essere deconsolidate entro fine 2018 (il piano aveva un target di cessione di 400 milioni entro l’anno), la cartolarizzazione prevista di crediti problematici, per un ulteriore miliardo, potrebbe essere messa in dubbio, alla luce delle mutate condizioni di mercato in Italia.
Banca Carige, da parte sua, con una nota fa sapere di «prendere atto del downgrade e del contenuto del comunicato emesso» da Fitch e precisa che «nelle interlocuzioni con i regulators non è mai stato espresso alcun riferimento a una eventuale possibilità di fallimento». Carige evidenzia poi che «il Cet1, indice che misura la solvibilità della banca, è in linea con i requisiti previsti dalla Vigilanza». In effetti al 30 giugno era all’11,8%, superiore al limite regolamentare richiesto da Bce del 9,625%. Carige dice anche che «l’agenzia non ha tenuto conto dei progressi realizzati dopo l’assemblea degli azionisti in tema di governance e di sostegno finanziario degli azionisti. Si riserva quindi valutazioni sull’operato di Fitch».
La nota conclude spiegando che l’incontro tra Innocenzi , Modiano e gli uomini di Bce «è stato costruttivo in ottica di un percorso per il rispetto dei requisiti sull’overall capital requirement 2018» e che « si sono analizzate le prospettive future anche in vista della valutazione di possibili alleanze».
Proprio il riferimento all’overall capital requirement fa pensare che, nella riunione del cda di oggi, possa essere affrontato con attenzione il tema dell’emissione del bond. Fonti finanziarie lasciano intendere, peraltro, che il consiglio attenda da Innocenzi e Modiano risultati concreti riguardo all’interlocuzione avuta con Bce. E tra questi, ad esempio, una dilazione del termine del 30 novembre, fissato dalla Vigilanza per la consegna di un nuovo capital conservation plan, dopo la bocciatura di quello presentato dal precedente board. Secondo altre fonti vicine al dossier, però, nell’incontro di ieri a Francoforte non si è parlato di proroghe. Intanto, a piazza Affari, il titolo Carige ha toccato il minimo storico di 0,0049 euro, segnando -5,77%.

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