Cancellazione della causa dal ruolo. A tutto c’è rimedio!

La Corte di Cassazione ha confermato l’appellabilità del provvedimento di cancellazione della causa dal ruolo poiché equiparato alla pronuncia di estinzione del giudizio.

Nel caso di specie, l’interessato impugnava innanzi al Tribunale di Salerno il provvedimento che rigettava la domanda di riconoscimento della protezione internazionale. Il Tribunale preso atto della mancata comparizione delle parti all’udienza disponeva la cancellazione della causa dal ruolo. Successivamente, la Corte D’Appello, dichiarando inammissibile il gravame, statuiva che il provvedimento del Tribunale non aveva contenuto di decisione e che pertanto non era appellabile. Avverso la decisione della Corte D’appello è stato proposto ricorso in Cassazione.

Il ricorrente affermava che il provvedimento di cancellazione della causa dal ruolo emesso dal Tribunale aveva determinato l’estinzione del giudizio e doveva ritenersi impugnabile contrariamente a quanto deciso dalla Corte D’Appello .

La Corte di Cassazione richiamando l’art. 181 c.p.c. sulla mancata comparizione delle parti e l’art. 309 c.p.c. relativo alla mancata comparizione all’udienza ha escluso l’applicazione del previgente art. 307, comma 1, c.p.c. che prevedeva uno stato di quiescenza del giudizio a seguito della cancellazione della causa dal ruolo e che onerava la parte interessata alla riassunzione della causa, nel termine di un anno, per riattivare il giudizio.

La Corte di Cassazione ha confermato l’orientamento che nelle ipotesi di diserzione dell’udienza e di mancata comparizione dell’attore la cancellazione della causa dal ruolo non può che determinare l’estinzione del procedimento a prescindere dal contenuto formale del provvedimento.

Il provvedimento di cancellazione della causa dal ruolo nelle due ipotesi indicate è equiparabile al provvedimento di estinzione del giudizio ed è pertanto appellabile sulla scorta del principio che il provvedimento di estinzione del processo emesso dal giudice monocratico ha natura sostanziale di sentenza anche se adottato con ordinanza (In tal senso: Cass. 12.02.2016 n. 2837; Cass. 03.09.2015 n. 17522).

La Corte di Cassazione precisa, infine, che l’ordinanza di cancellazione della causa dal ruolo emessa ex art 181, comma I, c.p.c. è un provvedimento estintivo del giudizio indipendentemente dal fatto che ad esso si accompagni un’esplicita pronuncia in tal senso. Il ricorrente poteva, pertanto, limitarsi a lamentare un vizio processuale senza entrare nel merito della vicenda controversa secondo quanto affermato dal principio secondo cui la mancata denuncia dell’ingiustizia della decisione per motivi di merito non determina l’inammissibilità del gravame nel caso in cui con dall’atto di appello si deducano i vizi di cui agli articoli 353 e 354 c.p.c

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso con riferimento ai motivi sopra esposti confermando così l’appellabilità del provvedimento di cancellazione della causa dal ruolo.

Cass., Sez. VI – 1 Civ., 03 settembre 2018, ordinanza n. 21586

Sara Rovigo – s.rovigo@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche

Spesso accade che il creditore, agendo per il recupero forzoso del proprio credito, colpisca dei ben...

Diritto Processuale Civile

La Corte Costituzionale si esprime sul contrasto tra sentenza passata in giudicato e sopravvenuta pr...

Diritto Processuale Civile

La procura alle liti rilasciata all’estero, e non autenticata da notaio o altro pubblico ufficiale...

Diritto Processuale Civile