Calcolo dell’usura e istruzioni Bankit: nessun compromesso

Anche il Tribunale di Bologna non ammette compromessi in tema di valutazione e calcolo dell’usura e si schiera con l’orientamento che, in materia, ritiene che le istruzioni della Banca d’Italia “hanno natura vincolante, in considerazione dell’attività di controllo svolta dalla Banca d’Italia, anche in considerazione della derivazione istituzionale dell’ente”.

Il nominato Giudicante, – nell’ambito di una causa relativa a rapporti di conto corrente che ha visto coinvolto un istituto di credito cliente dello studio – ha ritenuto così di rigettare la contestazione svolta dagli attori riguardo all’applicazione di tassi di interesse aventi natura usuraria. Il Tribunale, infatti, ha valutato come la richiesta si basasse sui risultati di una perizia econometrica, che – ai fini della verifica usura – non aveva considerato la formula espressa dalla Banca d’Italia.

Secondo l’iter logico-giuridico seguito dal Tribunale “l’art. 1815 c.c. disciplina, sebbene in via indiretta, l’usura in ambito civilistico ed è l’alter ego del delitto di cui all’art. 644 c.p., che rappresenta una ipotesi di norma penale in bianco, il cui precetto deve essere completato da una fonte di rango secondario il punto centrale è l’individuazione del limite oltre al quale l’interesse può dirsi usurario, dunque si determinano gli effetti previsti dall’art. 1815 c.c., detto limite è calcolato in base a quanto previsto dall’art. 2 L. 7/3/1997 n. 108. La norma ora citata prevede che il Ministero dell’Economia e delle Finanze, sentiti la Banca d’Italia e l’ufficio italiano dei cambi, rileva trimestralmente il cosiddetto tasso effettivo globale medio, comprensivo di commissioni, costi e oneri, degli interessi applicati dagli istituti di credito”.

Orbene, tale limite, secondo il Giudice, deve individuarsi seguendo le istruzioni della Banca d’Italia in materia di rilevazione del Tasso Effettivo Globale che “ ’oltre a rispondere alla elementare esigenza logica e metodologica di avere a disposizione dati omogenei al fine di poterli raffrontare, hanno anche natura di norme tecniche autorizzate’ (Tribunale di Milano, 3/6/2014, n. 7234)”

Sulla scorta di tali premesse, il Tribunale ha, pertanto, rigettato la contestazione in questione ritenendo che “il mancato utilizzo della formula della Banca d’Italia nella perizia econometrica, dunque anche negli assunti attorei, comporta che non sia stata fornita al Giudice alcuna prova, o allegazione fondata, circa l’effettivo superamento del tasso soglia” e dichiarando inammissibile perché esplorativa la consulenza tecnica d’ufficio richiesta dagli attori.

La sentenza, sotto questo aspetto, si rivela interessante perché, non solo conferma la vincolatività delle istruzioni della Banca d’Italia, ma altresì – allineandosi all’orientamento già espresso dal Tribunale di Milano, pure richiamato, con la sentenza del 23.12.2014 – afferma che l’utilizzo di formule di calcolo differenti da quelle adottate dalla Banca d’Italia per la rilevazione dei Tassi Effettivi Globali Medi determina l’inattendibilità delle contestazioni e conseguentemente l’inammissibilità della richiesta di una perizia d’ufficio perché esplorativa.

Tribunale di Bologna, 06 dicembre 2017, n. 21091

Alessandra Sangrigoli – a.sangrigoli@lascalaw.com

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