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«Bper con Unipol crescerà nei danni»

«Le relazioni tra Bper e Unipol sono positive. Abbiamo un rapporto pluriennale, che si rafforzerà con un rinnovo della joint-venture assicurativa. E si rafforzerà anche il nocciolo duro degli azionisti: credo che possa crescere la presenza della Fondazione Sardegna e di altre fondazioni». La governance di Bper da qualche tempo è al centro delle cronache finanziarie. Soprattutto da quando, una settimana fa, il principale azionista Unipol ha confermato di aver fatto un balzo nell’azionariato, salendo dal 5% al 10% circa. Una mossa che da più parti è stata letta come conferma della volontà della compagnia assicurativa di rafforzare i legami industriali con la banca modenese, magari agevolando un’integrazione con Unipol Banca. Operazione, quest’ultima, «che invece non è mai stata analizzata e non è sul tavolo», tiene a sottolineare l’amministratore delegato di Bper Alessandro Vandelli. Che, in questa intervista al Sole 24Ore, spiega la sua view sui rapporti con la compagnia assicurativa e le sue attese sul futuro della banca modenese.
P artiamo da Unipol. L’a.d. Carlo Cimbri, in un’intervista al Sole 24Ore, ha ammesso di aver in mano una partecipazione finanziaria del 5% di Bper, che si aggiunge a una quota stabile del 5%. Come valuta questa mossa?
Non posso che vederla con favore, perché conferma la validità di un rapporto pluriennale che abbiamo da quasi dieci anni sul fronte assicurativo.
Qualcosa è destinato a cambiare, in questa partnership?
Il fatto di aver raggiunto 4,5 miliardi di polizze solo nel ramo Vita dà la misura dell’importanza della relazione. Dopo 8-9 anni di attività, qualcosa va rivisto per forza: vogliamo crescere molto nel settore Danni.
Cimbri riguardo a Bper, evidenziando elementi di criticità sulla trimestrale, non ha nascosto di auspicare che «la banca raggiunga i target prefissati». Come sono i rapporti con Unipol?
Dal punto di vista personale, sono rapporti positivi e sempre di grande stimolo. Dal punto di vista della governance, la presenza di Unipol si inserisce nel quadro di formazione di un nucleo di soci stabili, che va dai privati alle fondazioni e ai grandi fondi. Quanto ai risultati, noi siamo soddisfatti e vogliamo fare sempre di più. A Londra abbiamo appena incontrato diversi investitori da cui arriva un giudizio molto positivo su questa trimestrale, ci ritengono una banca credibile. Abbiamo una solidità patrimoniale ai vertici, segnali di miglioramento dai crediti. I risultati sono coerenti con il nostro percorso, che è fatto di crescita stabile, con una resilienza della parte alta del conto economico.
E sulla redditività, cosa vi attendete?
Con l’attenzione ai costi e il calo di costo del rischio che ci attendiamo avremo soddisfazioni anche sulla profittabilità. Nel contempo vogliamo crescere anche sul fronte del risparmio gestito e del private banking, come dimostra l’imminente ingresso di Fabrizio Greco (fino ad oggi dg di Ersel, ndr) a capo della direzione Wealth e Investment Management.
Il tema della redditività è però legato a doppio filo agli Npl. Quali sono i vostri piani?
Abbiamo ridotto di mezzo miliardo lo stock di Npl lordi nell’ultimo anno, tagliato di 170 punti base l’Npl ratio e aumentato le coperture di oltre un punto percentuale. A tutto questo si aggiunge il piano di riduzione presentato a Bce, da cui attendiamo un feedback nei prossimi mesi e che prevede un mix efficace di operazioni, tra cessioni e recupero interno. Sarà uno degli elementi costitutivi del nuovo piano industriale che presenteremo a settembre.
Quali sono le vostre stime sul costo del credito?
Nel primo trimestre il costo del credito annualizzato era a 117 punti base. A fine piano industriale, nel 2020, ci attendiamo una riduzione in area 60 punti base.
È esclusa un’operazione con Unipol Banca?
Da quando sono a.d. non ho mai studiato il dossier. E il tema non verrà affrontato, anche a giudicare dalle dichiarazioni di Carlo Cimbri.
Una volta ripulita, la banca potrebbe essere oggetto di un’aggregazione?
Credo che molto dipenda dalle future strategie di Unipol. Comunque oggi il tema non è sul tavolo.
Capitolo fusioni: qual è la vostra view?
Ci vorrà tempo perchè si creino condizioni per aggregazioni. Ora non vedo opportunità.
Cosa intendete fare rispetto ad Arca Sgr?
Assieme a Popolare di Sondrio abbiamo manifestato un interesse, che è stato accolto, per le quote delle due banche venete. Ora abbiamo un periodo di esclusiva in cui faremo approfondimenti. Nel giro di un paio di mesi definiremo la nostra eventuale proposta. La priorità tuttavia è preservare la solidità patrimoniale e proseguire nella riduzione dello stock di Npl.
A proposito di governance, oggi Bper detiene il 51% del Banco di Sardegna, mentre il 49% fa capo alla Fondazione locale. A che punto sono i vostri rapporti?
Quella con la Fondazione Sardegna è una relazione di lungo periodo. È possibile una loro crescita in Bper proprio perché il rapporto è maturo. Mi aspetto che anche con il supporto della ulteriore crescita dei soci privati e di altre fondazioni, per il rinnovo del Cda nel 2018 avremo un nocciolo duro ancora più forte.

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