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Borse, un avvio negativo

Avvio di settimana in territorio negativo per le borse europee. Gli investitori sono rimasti prudenti, in assenza di dati macroeconomici rilevanti. A Milano il Ftse Mib ha perso lo 0,55% a 22.437 punti. In calo frazionale anche Parigi (-0,73%), Francoforte (-0,40%) e Londra (-0,24%).

Nella City in rosso il comparto della difesa, trascinato al ribasso dall’allarme utili di Ultra Electronics, il cui titolo è crollato del 19,45%.

Male anche Babcock, che ha lasciato sul terreno il 7,3%, e Coca-Cola Hbc che ha perso il 4,45%. In luce invece AstraZeneca, che ha guadagnato l’1,20%.

A New York il Dow Jones e il Nasdaq viaggiavano poco sopra la parità.

A Piazza Affari in rosso Leonardo (-4,34%), che a detta di un analista ha continuato a pagare il taglio delle linee guida per il 2017. L’esperto ritiene comunque che il titolo possa rimanere su questi livelli.

Lettera anche su Telecom Italia (-3,23% a 0,689 euro): Goldman Sachs ha ridotto la raccomandazione a neutral, con il prezzo obiettivo che scende da 1,01 a 0,86 euro sulle ordinarie e da 0,84 a 0,71 euro sulle risparmio. Giù YNap (-2,17% a 28,42 euro), su cui Credit Suisse ha tagliato il giudizio a neutral, con il target price in calo da 32 a 29 euro.

Tra i bancari, le vendite hanno prevalso su B.Mps (-4,49%), B.Carige (-1,85%), Ubi B. (-1,75%) e Intesa Sanpaolo (-0,85%). Invariata Banco Bpm, mentre sono terminate in progresso Unicredit (+0,12%), Mediobanca (+0,15%), Bper (+0,90%) e Creval (+1,71%). Ben comprate Ferrari (+1,17%), Moncler (+0,91%) e Azimut H. (+0,44%).

Nel resto del listino giù Immsi (-3,55%), che ha accusato qualche presa di profitto, dopo il +100% segnato da inizio anno, in seguito alla pubblicazione di positivi risultati trimestrali. Su di giri, invece, Astaldi (+3,88%), che ha proseguito il movimento di recupero iniziato venerdì scorso, e Fincantieri (+3,51%), che ha beneficiato dei giudizi positivi degli analisti dopo i conti.

Nei cambi, l’euro ha chiuso in calo ma restando sopra 1,16 dollari: la moneta unica è stata scambiata a 1,1657 sul biglietto verde e a 132,48 yen. Sotto pressione la sterlina, che contro il dollaro ha registrato un minimo di giornata a 1,3061. Pesano le indiscrezioni secondo cui diversi membri del parlamento inglese vogliono le dimissioni del primo ministro Theresa May.

Per le materie prime, quotazioni petrolifere in rallentamento, con il Brent a 62,70 dollari (-82 centesimi) e il Wti a 56,34 (-40 cent). Acquisti sull’oro, che avanzava di 2,50 dollari a 1.278.

Giacomo Berbenni

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