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Borse, il rimbalzo va a segno

Seduta di rimbalzo per le borse europee, che hanno beneficiato della chiusura positiva di Wall Street dello scorso venerdì. Anche ieri gli indici americani si sono mossi all’insegna degli acquisti. A Milano il Ftse Mib è salito dello 0,77% a 22.337 punti. Bene anche Francoforte (+1,45%), Parigi (+1,20%) e Londra (+1,19%).

A New York il Dow Jones e il Nasdaq guadagnavano rispettivamente l’1,74 e l’1,50%.

Poco mosso lo spread Btp-Bund a 127,502 punti dopo l’asta di Bot, che ha preceduto quella odierna dei Btp. Il Tesoro italiano ha collocato 6,5 miliardi di euro, con rendimento in aumento di due punti base dal minimo storico a -0,401% e con un rapporto di copertura di 1,49. Oggi, invece, saranno emessi 7,75 miliardi di euro di Btp che, spiega Luca Cazzulani, strategist di Unicredit, rappresenteranno un buon test per verificare l’appetito del mercato per i titoli di stato in vista delle elezioni politiche. I buoni del Tesoro prezzano una probabilità molto alta di un esito del voto positivo, come la formazione di una grande coalizione. Per l’esperto, inoltre, i Btp stanno beneficiando dell’umore favorevole a livello generale sulla periferia dell’Eurozona.

A Piazza Affari in luce Moncler (+3,23), con il settore del lusso che ha rimbalzato in attesa dei risultati di Kering. Bene anche Luxottica (+1,43%) e S.Ferragamo (+1,45%). Acquisti per Stm (+1,63%) e Fca (+1,34%): su quest’ultima Kepler Cheuvreux resta positiva, confermando la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 22 euro.

In ordine sparso i bancari: sopra la parità Mediobanca (+0,84%), Banco Bpm (+0,70%), Intesa Sanpaolo (+0,70%) e Unicredit (+0,44%), mentre sono stati colpiti dalle vendite Bper (-1,79%), Ubi B. (-2,59%), B. Mps (-5,03%) e B. Carige (-5%). Denaro su Ferrari (+1,49%), mentre nel resto del listino ha brillato Elica (+4,42%), che ha accelerato al rialzo dopo la pubblicazione dei risultati finanziari del 2017. Ben comprata anche Piaggio (+1,59%) grazie all’upgrade di Banca Akros. Nell’Aim, infine, ha corso G.Fedon (+5,08%) con un controvalore comunque contenuto.

Nei cambi, l’euro ha chiuso sotto 1,23 dollari, con il biglietto verde che alla fine della settimana scorsa aveva rialzato la testa per l’aspettativa di un aumento dei tassi americani: la moneta europea è passata di mano a 1,2275 e a 133,18 yen. Intanto il bitcoin è risalito sopra 9 mila dollari a 9.053 (7.370 euro). Per gli analisti è l’ennesima dimostrazione che si tratta di una valuta molto volatile.

Per le materie prime, quotazioni petrolifere in progresso di oltre 50 centesimi, con il Brent a 63,29 dollari e il Wti a 59,85. L’aumento della produzione negli Stati Uniti ha spinto l’Opec a rivedere all’insù le previsioni per il 2018, mentre l’aumento della domanda globale spingerà i paesi ad assorbire la quantità in eccesso. Il cartello stima una domanda di 98,6 milioni di barili al giorno, 60 mila in più al giorno rispetto ai numeri precedenti. L’Opec ha anche rivisto al rialzo i dati relativi alla domanda del 2017 a 97,01 milioni di barili giornalieri. «Fra il 2015 e il 2017», precisa la ricerca dell’Opec, «la domanda globale è aumentata di circa 5 milioni di barili al giorno, a seguito del miglioramento delle condizioni economiche e dei prezzi stabili». Infine, forti acquisti hanno interessato l’oro, che avanzava di oltre 11 dollari a quota 1.324.

Giacomo Berbenni

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