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«Bitcoin, così è stato manipolato il prezzo»

Almeno la metà dei rialzi vertiginosi del Bitcoin sono stati legati a una potente «campagna di manipolazione dei prezzi». È quanto emerge da uno studio accademico condotto da John Griffin, professore di finanza all’università del Texas. Lo studio riaccende il dibattito sulla criptovaluta e su come la sua apparentemente irresistibile ascesa nel 2017 (il Bitcoin era arrivato a valere fino a 20mila dollari lo scorso dicembre mentre ieri oscillava intorno a 6.650 dollari) sia stata pilotata da grandi attori del mercato. Lo studio è stato condotto esaminando i dati di milioni di transazioni sulla piattaforma Bitfinex, la principale del mondo per i Bitcoin, che ha creato una valuta virtuale secondaria, il Tether, un token legato al valore del dollaro, emesso solo da Bitfinex. Più di 2,2 miliardi di dollari in Tether sono stati emessi tra marzo 2017 e gennaio 2018, secondo il documento.
A dicembre, la Cftc (Commodity Futures Trading Commission) ha citato in giudizio le società Bitfinex e Tether. Jean-Louis van der Velde, amministratore delegato di Bitfinex e Tether, ha negato che le emissioni di criptovalute possano essere state utilizzate per manipolare bitcoin. I regolatori di tutto il mondo stanno aumentando i controlli e il Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti indaga sulla manipolazione di Bitcoin e di altre criptovalute.

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