Siete qui: Oggi sulla stampa

Bilanci, occhio ai tempi

Bilanci 2017, non c’è solo il principio di derivazione rafforzata che incombe. Occhio anche alle modalità di convocazione, alle modifiche dei principi contabili nazionali (Oic) già applicabili e alla tempistica per l’approvazione. Se la convocazione non è conforme allo statuto, possono scattare le sanzioni da 1.032 a 6.197 euro per ogni amministratore e/o sindaco.

L’Organismo italiano di contabilità (Oic) ha rivisto alcuni principi contabili nazionali, nel rispetto di quanto sancito dall’art. 12, dlgs. 139/2015 e, più recentemente (23/03/2018) ha pubblicato il documento Oic 11 – «Finalità e postulati del bilancio d’esercizio»; a seguito della fase di consultazione, tale principio è stato approvato, per la maggior parte dei contenuti, con effetti a decorrere dall’1/1/2018, con esclusione dei paragrafi che riguardano la prospettiva della continuità aziendale (going concern), che si rendono applicabili a partire dall’1/1/2017 ovvero sui bilanci in attuale fase di chiusura.

Ma andiamo per ordine. Ai fini dell’approvazione del bilancio, entro il termine ordinario dei centoventi giorni (30 aprile) gli amministratori devono aver trasmesso all’organo di controllo (se esistente) e almeno trenta giorni prima della data prevista per l’approvazione, la bozza di bilancio, completa di tutti i documenti richiesti (stato patrimoniale, conto economico, nota integrativa e rendiconto finanziario, in presenza di soggetti obbligati alla redazione del bilancio in forma ordinaria) e devono aver depositato lo stesso presso la sede sociale nei 15 giorni precedenti alla data dell’assemblea.

Soltanto se previsto nello statuto sociale e se in presenza di determinate condizioni connesse con la struttura e l’oggetto della società (sedi operative distaccate, cause di forza maggiore, patrimoni separati e quant’altro) il bilancio può essere approvato e/o presentato ai soci nel maggior termine di 180 giorni.

La prima trappola scatta con la modalità di convocazione dell’assemblea, giacché la medesima deve essere eseguita dagli amministratori o, in caso di omissione, dagli amministratori e, in caso di mancata o non conforme convocazione da parte dei due organi, scatta la sanzione per ogni amministratore e/o sindaco da 1.032 a 6.197 euro, ai sensi dell’art. 2631 c.c.; l’attività di accertamento è a cura della camera di commercio competente (Mise, circ. 72265/2014).

Sul punto, si ricorda che la convocazione dell’assemblea deve avvenire almeno otto giorni prima della stessa, nelle modalità prescritte dagli statuti sociali, anche a mezzo posta elettronica certificata, in sostituzione della raccomandata con ricevuta di ritorno, tenendo conto che il bilancio può essere approvato anche in seconda convocazione se indicata nello statuto sociale poiché, per le società a responsabilità limitata, la detta forma non è stata espressamente codificata.

L’art. 2423-bis c.c. (comma 1, n. 1) dispone la «valutazione ( ) secondo la prudenza e nella prospettiva della continuazione dell’attività», con la conseguenza, come indicato dall’Oic 11 emendato, che gli amministratori (e l’organo di controllo) devono tenere conto di tutte le informazioni disponibili sul futuro della società, si ritiene tenendo conto, almeno, di un arco temporale prospettico di dodici mesi dalla data di riferimento del bilancio (IAS 1).

Fin qui niente di particolarmente complesso, se non fosse che non sono stati definiti i parametri per la valutazione della continuità aziendale (lo IAS 1 non affronta il tema), con la conseguenza che è lasciata agli organi preposti la corretta valutazione di ogni informazione o fatto che possa pregiudicare la detta continuità, certamente tenendo conto, e qui è più semplice, che non intervenga una delle cause di scioglimento, di cui all’art. 2484 c.c..

Tenendo presente l’Oic 29, che tratta dei fatti successivi alla chiusura dell’esercizio che devono essere recepiti negli schemi di bilancio e che richiedono modifiche ai valori indicati nel detto bilancio (cause legali, riduzioni o rispristini di valore, premi da corrispondere e quant’altro), infatti, gli amministratori, oltre che tenere conto dell’intenzione manifestata in detta frazione (dalla chiusura all’approvazione) di cessare l’attività o di mettere in liquidazione la società, potrebbero rilevare che la gestione è in netto peggioramento, tanto da dover prendere ulteriormente atto di non operare più in continuità, con l’inevitabile passaggio dall’utilizzo di criteri di funzionamento a criteri di liquidazione.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche

Alla fine la bomba dei minori sui social network e sulle chat è esplosa. L’ha innescata il nuovo ...

Oggi sulla stampa

L’azione del governo uscente si limiterà a due interventi di “ordinaria amministrazione” su A...

Oggi sulla stampa

Whatsapp porta da 13 a 16 anni l’età minima per l’utilizzo dell’applicazione di messaggeria i...

Oggi sulla stampa