Beneficio d’inventario: decadenza e prescrizione

In tema di accettazione di eredità con beneficio d’inventario “i creditori del de cuius possono agire per l’accertamento della decadenza dal beneficio da parte dell’erede che abbia proceduto all’alienazione dei beni ereditati senza autorizzazione del giudice nel termine di prescrizione di 10 anni decorrente dall’alienazione medesima”.

Così ha deciso la Cassazione con l’ordinanza n. 21212/17, depositata il 13 settembre 2017.

È certamente utile una breve premessa: colui che accetta l’eredità con beneficio d’inventario è erede, come stabilito dall’art. 490, primo comma, c.c., con l’unica rilevante differenza, rispetto all’accettazione pura e semplice (ex art. 470, primo comma, c.c.), che il patrimonio del defunto è tenuto distinto da quello dell’erede, producendosi gli effetti conseguenti indicati dall’art. 490, secondo comma, c.c. e, in particolare, la limitazione della sua responsabilità per i debiti ereditari entro il valore dei beni relitti.

Nel caso in cui, in violazione dell’art. 493 c.c., l’erede abbia effettuato alienazioni di beni ereditari senza l’autorizzazione del giudice – è esattamente la vicenda all’esame della Suprema Corte – l’azione dei creditori del defunto (ovvero del curatore che rappresenta la massa), tesa ad accertare l’intervenuta decadenza dal beneficio dell’inventario, non potrebbe essere utilmente promossa se non successivamente al compimento dell’atto non autorizzato; resta fermo allora che, ai sensi della regola generale dettata dall’art. 2935 c.c., il decorso della prescrizione dell’azione deve essere necessariamente ancorato all’evento che ha causato la decadenza, solo dopo il verificarsi del quale può essere accertata la responsabilità dell’erede ultra vires.

Nel caso di specie, in sostanza, la Cassazione ha ritenuto applicabile il principio per cui l’accettazione di eredità con benefico d’inventario ex art. 490, comma 1, c.c. non determina, di per sé, il venir meno della sola «responsabilità patrimoniale dell’erede per i debiti, ma fa solo sorgere il diritto di questo a non rispondere ultra vires hereditatis, ovvero al di là dei beni lasciati dal de cuius».

Cass. Sez. I Civile, 13/09/2017, n. 21212 (leggi l’ordinanza)

Valeria Bano – v.bano@lascalaw.com

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