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Auto, l’Europa taglia le emissioni del 35% L’allarme dei costruttori: posti a rischio

L’Europa spinge l’industria dell’auto europea ad accelerare lo sviluppo dei veicoli elettrici e ibridi per abbassare le emissioni inquinanti di CO2 e, di conseguenza, ridurre il surriscaldamento climatico. È questo l’obiettivo alla base del negoziato interistituzionale tra Consiglio dei governi, Europarlamento e Commissione europea, subito iniziato a Bruxelles dopo che i 28 ministri dell’Ambiente martedì notte a Lussemburgo — al termine di circa 13 ore di trattative contrastate — hanno concordato un taglio del 35% entro il 2030 per le auto (15% entro il 2025). La ministra austriaca della Sostenibilità, presidente di turno della riunione nel Granducato, ha confermato che i governi Ue puntano ad «avviare l’industria automobilistica europea sulla strada di costruire veicoli meno inquinanti, investire di più in innovazione e diffondere dati più attendibili sulle emissioni».

La proposta della Commissione europea, appoggiata dalle case automobilistiche, aveva indicato una riduzione del 30%. Ma l’Europarlamento, su pressione degli ambientalisti e di vari Paesi nordici, aveva fissato in -40% l’obiettivo per contrastare in modo efficace il cosiddetto «effetto serra». Al Consiglio dei ministri dell’Ambiente a Lussemburgo il compromesso a -35% è passato con 20 Stati favorevoli, quattro contrari e quattro astenuti. Decisivo è apparso il «sì» di Germania e Italia, Paesi produttori di auto, per sbloccare la situazione. Irlanda, Lussemburgo, Svezia, Olanda, Slovenia e Danimarca hanno giudicato l’intesa non adeguata ad affrontare la sfida per il clima. Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia, che insieme alla Germania chiedevano il -30%, hanno ceduto in cambio di concessioni sulle vendite dei veicoli ibridi ed elettrici. «Abbiamo fatto la differenza se votarlo o no», ha rivendicato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha poi definito il compromesso «accettabile».

Di diverso parere si sono dichiarate le industrie dell’auto tedesca e di altri Paesi europei, che hanno considerato il taglio del 35% eccessivo e in grado di mettere a rischio molti posti di lavoro nel settore (impiega in Europa circa 3,4 milioni di addetti, di cui 800 mila solo in Germania, pari all’11% dell’intera occupazione manifatturiera europea). Ma il Consiglio dei ministri dell’Ambiente ha concesso un sistema di incentivi nella contabilizzazione delle riduzioni delle emissioni per aiutare i costruttori ad aumentare le vendite di veicoli elettrici e ibridi entro il 2030. Nel negoziato interistituzionale, che dovrebbe concludersi in un paio di mesi, l’Europarlamento vorrebbe introdurre anche sanzioni per il mancato raggiungimento degli obiettivi europei sui tagli di CO2.

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