Esclusione del diritto all’indennizzo nel caso di avvocati non designati dall’assicurazione

La Suprema Corte si è occupata di un caso in cui  l’attore, dopo aver ottenuto dal Tribunale un decreto ingiuntivo di condanna nei confronti di una compagnia di assicurazione che gli aveva rifiutato il pagamento dell’indennizzo, veniva convenuto in giudizio dalla predetta compagnia assicurativa con atto di opposizione al decreto ingiuntivo.

Il Tribunale accoglieva la predetta opposizione, in quanto il contratto sottoscritto, avente ad oggetto la copertura del rischio di dover sostenere esborsi per spese legali, escludeva il diritto all’indennizzo nel caso di nomina di avvocati non designati dall’assicuratore.

L’attore, dopo essersi visto rigettare per inammissibilità dalla Corte d’Appello il gravame da lui presentato, proponeva ricorso per Cassazione.

La Suprema Corte, in relazione al primo motivo di ricorso presentato dal ricorrente, con il quale quest’ultimo sostiene di aver voluto censurare l’interpretazione che il Tribunale ha dato dell’art. 20 delle condizioni generali del contratto, sostiene che lo stesso non meriti accoglimento in quanto non vi è stata, in realtà, alcuna interpretazione della clausola da parte del Tribunale, considerato che era già pacifico, sia per il ricorrente sia per il Tribunale, che quest’ultima subordinasse il diritto dell’assicurato all’indennizzo alla circostanza che la designazione dell’avvocato da parte dell’assicurato fosse stata autorizzata o accertata dall’assicurazione.

Con il secondo motivo di ricorso, invece, il ricorrente sostiene che il Tribunale non abbia tenuto in debita considerazione la circostanza “decisiva” che l’avvocato scelto dall’assicurato avesse già svolto in passato attività stragiudiziale in suo favore e che tale attività fosse stata indennizzata dall’assicuratore, con la conseguente accettazione della nomina dell’avvocato per facta concludentia.

La Suprema Corte reputa anche questo secondo motivo non meritevole di accoglimento, in quanto il Tribunale aveva già escluso l’esistenza della prova dell’accettazione della nomina dell’avvocato da parte dell’assicuratore, in quanto l’indennizzo pagato dalla società aveva ad oggetto un diverso caso assicurativo, con la conseguenza che quel pagamento non può in alcun modo rappresentare una “tacita accettazione” della nomina.

Cass., 14 novembre 2016, n. 23180

Sara Severoni s.severoni@lascalaw.com

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