Assicurazione auto e clausola vessatoria

La Corte di Cassazione, con la sentenza in commento, n. 11757/18, depositata il 15 maggio 2018, ha escluso la portata vessatoria della clausola del contratto di assicurazione auto con cui l’assicuratore indica alla controparte le carrozzerie a cui dovrà rivolgersi per gli interventi di autoriparazione.

Una carrozzeria aveva chiesto al Giudice di Pace la condanna di una compagnia assicurativa al pagamento della somma residua spettante come indennizzo in qualità di cessionaria del credito inerente agli interventi effettuati su un veicolo.

Il Giudice di Pace, con sentenza confermata anche in seconde cure, rigettava la domanda ritenendo inapplicabile la disciplina delle clausole contrattuali vessatorie alla clausola del contratto assicurativo, sottoscritto dal proprietario del veicolo riparato.

In tema di contratto di assicurazione, la giurisprudenza considera clausole limitative della responsabilità, per gli effetti di cui all’art. 1341 c.c., quelle che limitano le conseguenze della colpa o dell’inadempimento o che escludono il rischio garantito.

Attengono invece all’oggetto del contratto le clausole relative a contenuto e limiti della garanzia assicurativa quale specificazione del rischio garantivo.

In relazione alle clausole che subordinano la copertura assicurativa all’adozione da parte dell’assicurato di specifiche misure di sicurezza o specifici comportamenti la cui omissione inciderebbe sulla probabilità di verificazione del rischio, la giurisprudenza ha escluso una limitazione di responsabilità dell’assicurazione poiché tali clausole vanno semplicemente a individuare e delimitare l’oggetto del contratto e il rischio garantito.

Logica conseguenza di tale affermazione è la non necessità di specifica approvazione per iscritto prevista per le clausole vessatorie dall’art. 1341, comma 2, c.c..

Applicando tale principio alla vicenda in esame, la Cassazione ritiene che la clausola contrattuale censurata dal ricorrente, indicando i limiti entro cui l’assicuratore è tenuto a rivalere l’assicurato del danno prodotto dal sinistro, precisa l’oggetto del contratto medesimo e non rientra tra quelle che limitano la responsabilità dell’assicuratore, non richiedendo dunque specifica approvazione per iscritto da parte dell’assicurato.

“Non si tratta” si legge nella sentenza “dell’imposizione di un peso che rende eccessivamente difficoltosa la realizzazione del diritto dell’assicurato, bensì dell’ordinario onere del contraente di produrre il titolo negoziale in base al quale chiede alla controparte l’adempimento della sua obbligazione”.

Cass., Sez. III Civ., 15 maggio 2018, n. 11757 (leggi la sentenza)

Valeria Bano – v.bano@lascalaw.com

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