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Assegni familiari fermi al 2016

Con l’inflazione sotto lo zero niente aumenti dal 1° luglio per gli assegni di famiglia. Le tabelle aggiornate (si fa per dire) che indicano i limiti di reddito utili per incassare l’assegno per il nucleo familiare (in sigla Anf) sono state rese note dall’Inps con la circolare n. 87/2017. Come previsto dalla legge istitutiva (n. 153/1988), per l’Anf. che ha sostituito i «vecchi» assegni familiari, con decorrenza 1° luglio e validità sino al 30 giugno dell’anno successivo, i livelli di reddito da considerare devono essere ritoccati in misura pari alla variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo calcolato dall’Istat, indice che tra l’anno 2015 e l’anno 2016 è risultata pari a meno 0,1%. Pertanto, si legge nella nota, in applicazione della Finanziaria 2016 (art. 1, comma 287, legge 208/2015, inflazione sotto lo zero uguale a zero), i livelli di reddito, nonché i corrispondenti importi mensili della prestazione, da applicare dal 1° luglio 2017 al 30 giugno 2018, restano quelli indicati per lo scorso anno (circ. 92/2016).

Il nucleo familiare. Ai fini dell’assegno familiare si prende in considerazione il nucleo composto dal lavoratore richiedente, dal coniuge non legalmente ed effettivamente separato e dai figli anche maggiorenni se inabili. Ai fini della individuazione di questi ultimi, occorre tener conto di tutti i figli ed equiparati presenti nel nucleo familiare, di età inferiore a 26 anni, indipendentemente dal carico fiscale, dalla convivenza, dallo stato civile e dalla qualifica (studente, apprendista, lavoratore, disoccupato). In caso di separazione, la legge (n. 54/2006) stabilisce che nell’interesse morale e materiale della prole, i figli devono essere affidati in via prioritaria a entrambi i genitori. Ciascuno di essi ha pertanto titolo a ottenere l’assegno familiare. Ovviamente soltanto uno dei due può presentare, d’intesa con l’altro, la relativa richiesta. In mancanza di un accordo, la prestazione verrà pagata al genitore con il quale il figlio risulta convivente.

Le tabelle. Come accennato, le tabelle che indicano i limiti di reddito, validi dal 1° luglio, riguardano le diverse tipologie di nucleo familiare (presenza o meno di entrambi i genitori o di componenti inabili). In particolare, il limite di reddito annuo minimo della Tab. 11, quella che riguarda la generalità dei casi, e cioè il nucleo con entrambi i genitori ed almeno un figlio e nessun componente inabile, resta fermo a 14.383,37 euro, come invariato l’importo mensile dell’assegno: 137,50 per 3 componenti, 258,33, per 4 componenti. Va inoltre ricordato che l’Anf non spetta se la somma dei redditi da lavoro dipendente, relativi al nucleo nel suo complesso, risulta inferiore al 70% del reddito familiare. Dell’assegno familiare possono usufruire anche i collaboratori e i professionisti, privi di altra copertura, che sui compensi ricevuti versano un’aliquota aggiuntiva (0,72%) per le prestazioni non pensionistiche.

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