Assegnazione del bene pignorato: prime applicazioni operative della giurisprudenza

L’ordinanza del Tribunale di Bergamo in commento riveste particolare interesse in quanto chiarificatrice di taluni profili problematici dell’istituto giuridico dell’istanza di assegnazione dei beni pignorati.

Nel caso in esame, la Banca – assistita dallo Studio -, creditrice ipotecaria intervenuta nell’ambito di una procedura esecutiva immobiliare, ha presentato istanza di assegnazione del compendio pignorato in favore di un terzo ai sensi degli artt. 588 e 590 bis c.p.c., ponendo in compensazione il credito dalla stessa vantato nei confronti dei debitori con il prezzo base fissato per l’esperimento di vendita ed offrendo, dunque, soltanto le spese di esecuzione ex art. 506 c.p.c..

Nelle more, l’immobile è stato provvisoriamente aggiudicato ad un terzo soggetto il quale aveva formulato una valida offerta, inferiore però del 25% rispetto al prezzo base d’asta. Per tale motivo, su istanza del creditore, il Tribunale si è trovato a dover risolvere il “conflitto” tra assegnazione ed aggiudicazione.

Il Giudice chiamato a pronunciarsi in merito, pertanto, ha, in primo luogo, precisato che tra offerente e probabile assegnatario non si instaura alcun tipo di gara. Inoltre, ha definito la questione stabilendo che, a fronte della richiesta di assegnazione al prezzo di cui all’art. 588 c.p.c., l’offerta per un prezzo inferiore non può essere accolta in quanto la ratio dell’assegnazione è rinvenuta proprio nel miglior soddisfacimento delle ragioni del creditore, così come del debitore esecutato.

Da ultimo, il Tribunale ha anche chiarito che, trattandosi di offerta presentata in sede di seconda vendita, non è ammissibile la rinnovazione degli esperimenti di vendita al fine di verificare il maggior vantaggio eventuale derivante dalla prosecuzione delle operazioni di vendita.

In virtù delle predette considerazioni, dunque, il Tribunale di Bergamo ha revocato l’aggiudicazione ed ha assegnato gli immobili alla Banca, disponendo il versamento, a carico del creditore assegnatario, di una somma pari al 15% del prezzo cui era stato assegnato il compendio pignorato al fine del pagamento delle spese processuali.

Tribunale di Bergamo, ordinanza del 12 dicembre 2016

Mirko La Cara – m.lacara@lascalaw.com

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