Vengo anch’io? No, T.E.(G.), no!

Sono ancora troppi i giudizi di merito in punto usura e anatocismo, ove gli attori fondano le proprie uniche ragioni sull’errata e (ahimè) tralatizia deduzione che il tasso soglia usura vada calcolato tenendo conto della sommatoria dei tassi moratorio e compensativo.

Il caso di specie è degno di nota poiché, inserendosi nel solco di pronunce di medesimo tenore riportate su questo Portale, pure eviscera la questione del T.E.G. in rapporto al calcolo del tasso usurario.

Il Tribunale di Torino, non discostandosi dal filone giurisprudenziale ormai consolidato, conferma come i tassi moratorio e compensativo non devono mai essere applicati congiuntamente nel medesimo arco temporale. In via segnata, il T.E.G. contrattuale deve essere escluso dalla verifica-usura posto che il tasso di mora sostituisce il tasso corrispettivo.

E’ infatti principio consolidato, nel diritto bancario, che la parte che asserisce la violazione della “soglia usura” debba dimostrare l’avvenuto superamento dello specifico tasso allegando puntualmente: modalità, tempistiche e intervalli temporali di riferimento.

La sentenza in discorso merita risalto in quanto dirime un’ennesima opposizione a decreto ingiuntivo dove l’attore, a supporto della richiesta di revoca del decreto, deduceva la nullità/illegittimità dell’applicazione di un tasso di interesse asseritamente usurario e la solita inefficacia della pattuizione degli interessi ultralegali e clausole anatocistiche.

All’esito della fase istruttoria, concessa dal Giudicante la provvisoria esecutività del decreto opposto, il Magistrato rigettava la richiesta di CTU dell’opponente poiché inammissibile e comunque esplorativa in quanto totalmente assenti sia la cornice temporale, sia il dato matematico rilevato tempo per tempo nell’ipotetico intervallo di superamento della soglia usura.

Nella parte motiva della sentenza di rigetto dell’opposizione, il Magistrato ribadiva che il tasso di mora e quello compensativo non possono mai essere applicati congiuntamente in relazione ad un medesimo periodo temporale e il tasso di mora sostituisce il tasso corrispettivo.

Tale considerazione esclude che il TEG contrattuale possa corrispondere alla sommatoria dei tassi in parola ai fini della verifica dell’usura.

Tribunale di Torino, 26 Giugno 2018, n. 20792

Giangiacomo Ciceri – g.ciceri@lascalaw.com

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