Opposizione a decreto ingiuntivo, usura e danno morale

Il Tribunale di Cosenza si è recentemente espresso in tema di opposizione a decreto ingiuntivo, soffermandosi sull’eccezione di usura spiegata dal debitore e sulla relativa domanda di risarcimento del danno.

Un consumatore agiva in giudizio per opporsi al decreto ingiuntivo ottenuto dalla banca e, oltre alla revoca del decreto, chiedeva al Giudice di accertare la natura usuraria del finanziamento condannandola, altresì, a risarcire il danno morale (asseritamente) patito.

Il Tribunale, sulla scorta delle difese spiegate dalla banca opposta, ha rigettato integralmente l’opposizione.

La decisione in commento, infatti, ha sottolineato che spetta all’opponente allegare e provare in maniera specifica i fatti estintivi, impeditivi e modificativi del diritto azionato dal creditore: “Nel merito, parte opposta ha prodotto copia del contratto di finanziamento, della scheda di conto, del partitario e del relativo piano finanziario, l’erogazione di versamento e copia della diffida di pagamento trasmessa all’opponente…Tali documenti sono, altresì, perfettamente validi ed utilizzabili nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo e spetta al debitore opponente, che riveste sostanzialmente la posizione di convenuto, dover dimostrare il fatto estintivo, (quindi nel ns caso l’adempimento) modificativo o impeditivo dell’altrui pretesa”.

Per l’effetto il Giudice ha riscontrato la totale assenza di prova in capo all’opponente, accertando, per converso, la piena fondatezza della pretesa creditoria: “l’opponente nulla ha dimostrato rimanendo mera asserzione il suo dire non avendo provato l’esistenza del pagamento avente efficacia estintiva del credito azionato con il monitorio”.

Allo stesso modo, il Giudice adito non ha ritenuto meritevole di accoglimento l’eccezione di usura promossa dal debitore, in quanto generica e non provata: “La eccezione circa l’usurarietà dei tassi di interesse applicati è risultata sfornita di prova incombendo sull’opponente la prova del superamento del tasso soglia non essendo sufficiente la sua solo eccezione”.

In ultimo il Giudice ha anche rigettato la domanda di risarcimento del danno morale, essendo venuto meno il presupposto stesso del risarcimento (l’usura): “L’inesistenza della usurarietà del tasso applicato comporta la conseguente inesistenza di un danno morale patito dall’opponente e comunque non dimostrato”.

Tribunale di Cosenza, 24 agosto 2018, n. 1810

Carlo Giambalvo Zilli – c.zilli@lascalaw.com

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