Se la contestazione è generica, la CTU è esplorativa

Il Tribunale di Crotone, nel giudizio proposto dai mutuatari nei confronti di un Istituto di Credito, ha ribadito la stretta relazione esistente tra genericità della domanda attorea e la conseguente natura esplorativa della consulenza tecnica d’ufficio.

Nel caso de quo, gli attori, titolari di un contratto di mutuo, lamentavano la stipulazione di interessi usurari, nonché la violazione dell’art. 117 TUB, ritenendo l’ISC dichiarato inferiore al Taeg verificato. Pertanto, chiedevano, previo accertamento dell’applicazione di tassi usurari ex art. 1812 comma 2, c.c., la declaratoria di gratuità del mutuo con obbligo della Banca di restituire quanto indebitamente pagato a titolo di interessi.

Il Giudice ha rigettato la domanda in quanto sfornita di prova. In primo luogo, ha rilevato che “le allegazioni di cui all’atto di citazione sono estremamente generiche, risolvendosi in un’ampia disamina delle questioni attualmente più dibattute nell’ambito del diritto bancario senza mai un concreto aggancio al contratto di finanziamento, oggetto di causa, ed in secondo luogo che parte attorea ha, di fatto, demandato al Tribunale l’assolvimento del proprio onere probatorio”.

Gli attori, infatti, si limitavano a prospettare l’applicazione illegittima, da parte dell’Istituto di Credito convenuto, di tassi usurari e la violazione della norma dell’art. 117 TUB, senza offrire positivi elementi di riscontro, quali: calcoli, riferimenti temporali e quantificazione del complessivo indebito così impedendo sia al convenuto di difendersi sia al Giudice di valutare la reale esistenza di clausole nulle e/o comportamenti illegittimi dell’Istituto di Credito.

Il Giudice, ritenendo che l’onere di allegare e provare i fatti posti a fondamento delle proprie pretese rappresenti uno dei principi generali che disciplinano il processo civile, ha evidenziato che “parte attrice, a sostegno delle proprie doglianze, non ha prodotto i necessari elementi probatori, da cui poter evincere il pagamento di somme non dovute, l’applicazione dei lamentati tassi di interessi ultra legali ed anche la consulenza tecnica di parte, versata in atti, non trovando un adeguato supporto probatorio su specifica documentazione e concreti elementi di riscontro, indica dati e calcoli solo presunti”.

Conseguentemente, il giudicante ha valutato la richiesta di CTU contabile, finalizzata alla ricostruzione del rapporto di mutuo, completamente inammissibile in quanto “chiaramente esplorativa”.

Il Tribunale – conformandosi all’ormai consolidato orientamento di merito e di legittimità – ha dunque rigettato la domanda proposta, in ragione dell’inerzia e della carenza assertiva e probatoria della parte attrice, alle quali non si può sopperire mediante una consulenza tecnica d’ufficio.

Tribunale di Crotone, 18 dicembre 2018, n. 1553

Marco Campoli – m.campoli@lascalaw.com

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