Nella battaglia navale tra nullità ed inesistenza della notifica, la seconda colpisce e affonda

Con un recentissimo arresto, la Sezione II della Corte di Cassazione ha ridefinito i margini della notificazione degli atti giudiziari, precisando quali siano le ipotesi di notificazione nulla o inesistente e, pertanto, quali siano gli effetti e le conseguenze ad esse riconducibili.

Nella fattispecie, era stata proposta opposizione avverso l’avviso del commissario regionale per la liquidazione degli usi civici, con il quale si comunicava l’avvenuto deposito, presso la segreteria comunale, del progetto di sistemazione del comprensorio, che gli opponenti avevano in precedenza acquistato dal vescovo.

La decisione di primo grado sulla natura demaniale dei terreni veniva reclamata dinanzi alla competente Corte di Appello, la quale affermava l’inammissibilità del reclamo per essere stato notificato al vescovo contumace nel giudizio commissariale, ma non anche al Comune, quale unico soggetto interessato dalla riforma, parte rimasta contumace nel giudizio di primo grado.

Precisamente, la notifica del reclamo al Comune era stata effettuata presso gli avvocati costituiti per esso nel giudizio commissariale, oramai privi di collegamenti con l’ente, con la conseguenza della declaratoria dell’inesistenza della notificazione e della impossibilità di procedere con l’integrazione del contraddittorio ex art. 331 c.p.c., in quanto la notifica ex art. 4 della legge 1078/1930 prevede, per il reclamo avverso le decisioni commissariali, il termine perentorio di trenta giorni.

Sul punto, la Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi sulla decisione della inammissibilità del reclamo per la dichiarata inesistenza della notificazione al Comune, ha affermato la necessità di distinguere i casi dell’inesistenza da quelli della nullità della notifica.

E’, pertanto, inesistente e non sanabile la notifica effettuata in assenza materiale dell’atto da notificare, nonché nelle ipotesi in cui venga effettuata senza il rispetto degli elementi minimi richiesti: trasmissione dell’atto da un soggetto dotato della possibilità giuridica di compiere l’attività notificatoria, avvenuta consegna dell’atto, intesa in senso lato come esito positivo della notificazione e non come notificazione tentata e non compiuta.

E’, invero, da intendersi come notifica nulla e, pertanto, sanabile con la rinnovazione ex art. 291 c.p.c., quella avente ogni altra forma di difformità dal modello legale.

La Corte, ritenendo che la notifica al Comune dovesse essere ritenuta nulla e non inesistente, ha cassato il provvedimento reso in secondo grado, rinviando la questione alla sezione usi civici della competente Corte di Appello, nulla disponendo in merito alle spese di lite, stante la mancata costituzione dei resistenti.

Cass., Sez. II Civ., 22 ottobre 2018, n. 26601

Viviana Campanile – v.campanile@lascalaw.com

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