Fa l’opposizione giusta

Il Tribunale di Tivoli ha ribadito l’orientamento giurisprudenziale, ormai in via di consolidamento, secondo cui l’impugnazione dei provvedimenti atipici di estinzione del procedimento esecutivo e quella delle ordinanze con cui il Giudice dell’esecuzione dovesse rigettare la relativa istanza, sempre per cause atipiche, devono essere proposte con opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. e non con il reclamo al Collegio previsto all’art. 630, comma 3 c.p.c.

Il caso esaminato dal Tribunale di Tivoli in composizione collegiale ha ad oggetto il reclamo ex art. 630, comma 3 c.p.c. proposto dalla debitrice esecutata avverso l’ordinanza con cui Giudice dell’esecuzione ha negato sia la richiesta di sospensione del procedimento esecutivo ex art. 586 c.p.c. (per apparente iniquità del prezzo di vendita), sia la richiesta di estinzione della procedura per presunta infruttuosità della vendita ex art. 164 bis disp. att. c.p.c.

Orbene, il Collegio ha ritenuto inammissibile il reclamo proposto dall’opponente, evidenziando che in entrambi i casi la debitrice avrebbe dovuto proporre ricorso ex art. 617 c.p.c. nel termine di venti giorni dalla pubblicazione dell’ordinanza.

L’ordinanza in commento ha infatti chiarito che “né l’invocato provvedimento ex art. 586 c.p.c. (con il quale venga eventualmente disposta la sospensione della vendita), né eventualmente il provvedimento ex art. 164 bis disp. att. c.p.c. costituiscono ipotesi di estinzione tipica del processo esecutivo, con conseguente inapplicabilità (anche con riferimento all’ordinanza che rigetta le relative istanze) della disciplina di cui all’art. 630, comma 3 c.p.c.”

Nelle motivazioni, il Collegio tiburtino ha richiamato una recentissima pronuncia della Suprema Corte (Cass. civ. sent. n. 7754/2018), che in linea con quanto sopra espresso, ha precisato che l’estinzione per antieconomicità del procedimento esecutivo, prevista all’art. 164 bis disp. att. c.p.c., è un’ipotesi estranea all’inattività delle parti e per la quale, diversamente da quanto stabilito all’art. 630, comma 1 c.p.c., non è espressamente prevista l’impugnativa mediante reclamo al Collegio.

In definitiva, posto che nel codice di procedura civile le fattispecie tipiche di estinzione del processo esecutivo, per le quali è prevista la possibilità di proporre reclamo al Collegio, sono unicamente quelle riconducibili agli artt. da 629 a 631-bis c.p.c., in tutti gli altri casi (e tra questi l’art. 164 bis disp. att. c.p.c. esaminato dal Tribunale di Tivoli), l’impugnazione dei provvedimenti con cui il Giudice dell’esecuzione dovesse accogliere o rigettare la richiesta di estinzione del procedimento deve essere proposta dalla parte interessata nelle forme del ricorso in opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c.

Tribunale di Tivoli, ordinanza dell’1 agosto 2018 (leggi l’ordinanza)

Enrico Villa – e.villa@lascalaw.com

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