Aggiudicazione Vs confisca penale: 1 a 0 e palla al centro

L’opponibilità del vincolo penale al terzo acquirente in sede esecutiva dipende dalla trascrizione del sequestro (ex art. 104 disp. att. cod. proc. pen.), che deve essere necessariamente antecedente a quella del pignoramento immobiliare.

È quanto stabilito dal Supremo Collegio con la sentenza n. 51043/18 del 9 novembre 2018 nell’ambito della quale viene altresì precisato che se la trascrizione del sequestro è successiva, il bene deve ritenersi appartenente al terzo “pieno iure” con seguente inopponibilità della confisca posteriore all’acquisto.

In tale prospettiva non viene ritenuto elemento idoneo ad escludere la buona fede del terzo acquirente neppure l’indicazione della trascrizione del sequestro nel bando di vendita.

Nel concreto, la vicenda tra origine da due differenti decreti con i quali veniva disposto il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, di numerosi beni immobili nell’ambito di un procedimento penale promosso per violazioni tributarie, falso e ricettazione.

Contestualmente al processo penale veniva attivata anche un’azione di espropriazione forzata, avente ad oggetto una parte dei beni immobili sequestrati su richiesta di alcuni creditori muniti di garanzia ipotecaria sui medesimi, trascritta in epoca precedente alla trascrizione dei sequestri preventivi disposti in sede penale.

La procedura esecutiva civile terminava con la vendita all’asta degli immobili e con decreto di trasferimento trascritto in epoca successiva alla trascrizione del sequestro preventivo, ma prima della definitività della confisca.

Con riferimento ai rapporti tra aggiudicazione in sede civile e sequestro/confisca in sede penale, la Corte rileva come il legislatore abbia considerato ed ammesso la possibilità di una contemporanea pendenza di due procedimenti, cui consegue la possibilità di rinvenire un punto di coordinamento nel principio secondo il quale la confisca diretta del profitto, che nel caso in esame è individuato negli immobili, non può attingere beni appartenenti a persone estranee al reato.

Sulla scorta di tali principi e sulla base del disposto dell’art. 2915 cod. civ., la Cassazione statuisce come l’opponibilità del vincolo penale al terzo acquirente in sede esecutiva dipenda dall’anteriorità della trascrizione del sequestro che diviene presupposto per la confisca anche successivamente all’acquisto.

Cass., Sez. III Penale, 9 novembre 2018, n. 51043

Laura Pelucchi – l.pelucchi@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche

I beni trasferiti a conclusione di un’espropriazione immobiliare comprendono, oltre a quelli espre...

Diritto dell'esecuzione Forzata

Il creditore assistito da garanzia reale sul bene oggetto di sequestro preventivo non è legittimato...

Diritto dell'esecuzione Forzata

Nell’ambito delle opposizioni proposte in sede esecutiva, il termine perentorio per l’introduzio...

Diritto dell'esecuzione Forzata