Approvata la legge sul whistleblowing

Nella giornata di ieri, 15 novembre 2017, la Camera dei Deputati ha approvato la legge riguardante il c.d. “whistleblowing”.

Si tratta, in sostanza, della legge recante “Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato”, la quale era stata approvata dalla Camera in data 21 gennaio 2016, successivamente modificata dal Senato in data 18 ottobre 2017, e oggi approvata nuovamente, in via definitiva, dalla Camera.

La norma è diretta a tutelare il dipendente, pubblico o privato, che segnala all’Autorità nazionale anticorruzione (“ANAC”) o denuncia all’Autorità giudiziaria condotte illecite, di cui sia venuto a conoscenza grazie al proprio rapporto di lavori.

In particolare, il dipendente:

  • – non può essere sanzionatodemansionatolicenziatotrasferito o sottoposto ad altra misura organizzativa dalla quale potrebbero sorgere effetti negativi;
  • – è tutelato, altresì, contro eventuali atti discriminatori o ritorsivi del datore di lavoro;
  • – è altresì tutelato con l’anonimato, in quanto la sua identità non può essere rivelata.

Ad ogni modo, la Camera ha approvato le modifiche precedentemente apportate dal Senato, escludendo il riferimento alla” buona fede”, con cui si disponeva che “è in buona fede il dipendente pubblico che effettua una segnalazione circostanziata nella ragionevole convinzione, fondata su elementi di fatto, che la condotta illecita segnalata si sia verificata. La buona fede è comunque esclusa qualora il segnalante abbia agito con colpa grave”.

Di contro, vengono sensibilmente rafforzate le sanzioni amministrative pecuniarie, in capo al responsabile delle segnalazioni, da Euro 10.000 a Euro 50.000 (in precedenza era, invece, prevista la sanzione da Euro 5.000 a Euro 20.000). In questo senso, la legge prevede, infatti, che “qualora venga accertato il mancato svolgimento da parte del responsabile di attività di verifica e analisi delle segnalazioni ricevute, si applica al responsabile la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 50.000 euro. L’ANAC determina l’entità della sanzione tenuto conto delle dimensioni dell’amministrazione o dell’ente cui si riferisce la segnalazione”.

Ma non solo. E’ altresì’ espressamente previsto che “il segnalante che sia licenziato a motivo della segnalazione è reintegrato nel posto di lavoro ai sensi dell’articolo 2 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23”.

La Camera ha, inoltre, approvato le modifiche concernenti, tra l’altro, (i) la previsione di uno o più canali che garantiscano la riservatezza dell’identità del segnalante nelle attività di gestione della segnalazione, nonché (ii) l’integrazione della disciplina dell’obbligo del segreto d’ufficio, aziendale, professionale, scientifico e industriale, prevedendo, infatti, che “nelle ipotesi di segnalazione […] di rivelazione di notizie coperte dall’obbligo di segreto di cui agli articoli 326, 622 e 623 del codice penale e all’articolo 2105 del codice civile”.

Claudio Saba – c.saba@lascalaw.com

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