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Antiriciclaggio, un registro sui titolari effettivi

La Commissione europea ha adottato il 5 luglio 2016 una proposta di direttiva con alcune modifiche all’attuale quadro normativo in materia di antiriciclaggio dettato dalla direttiva 2015/849/Ue (IV direttiva antiriciclaggio).
La direttiva dovrà essere trasposta negli ordinamenti degli Stati membri entro il 1° gennaio 2017, data coincidente peraltro con la decorrenza sullo scambio automatico di informazioni di una buona parte dei Paesi Ocse (early adopters) che nella stessa data inizieranno a scambiare i dati registrati del 2016.
Le modifiche introducono nella direttiva sull’antiriciclaggio regole di trasparenza più severe per prevenire l’evasione fiscale e il riciclaggio di denaro, rafforzando i poteri delle Unità europee di informazione finanziaria (Eu financial intelligence units) e facilitando la cooperazione tra le stesse attraverso l’interconnessione dei registri (dei titolari effettivi) e l’ampliamento dell’accesso alle informazioni contenute in tali registri detenuti dagli intermediari finanziari, bancari e assicurativi.
Alcune delle modifiche riguardano le nuove modalità di prevenzione dai rischi di finanziamento del terrorismo legati all’uso delle valute virtuali. In particolare, si indica la strada per attrarre le piattaforme di scambio delle monete virtuali sotto il controllo della direttiva e quindi della normativa antiriciclaggio europea.
Nella proposta di modifica della direttiva si stabiliscono modalità di identificazione e conservazione dei dati per tutti coloro che utilizzano strumenti di pagamento prepagati anonimi, come carte di credito pre-pagate, riducendo la possibilità di effettuare pagamenti anonimi mediante la riduzione delle soglie oltre le quali scatta l’obbligo di identificazione dei clienti da 250 a 150 euro e ampliando così i presupposti di adeguata verifica della clientela.
Tali misure si rendono necessarie proprio per evitare che questi strumenti possano essere utilizzati per compiere operazioni in anonimato utilizzando denaro contante proveniente da reati per la ricarica di carte prepagate. La nuova proposta tende anche a introdurre dei controlli più severi sugli Stati terzi a rischio, prevedendo una lista comune di controlli applicabili ai paesi con rilevate carenze nella lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.
Peraltro, una lista di Paesi “risky” dovrebbe essere ufficialmente presentata dall’Unione europea entro la fine di luglio. Facendo riferimento alle recenti rivelazioni dello scandalo dei Panama Papers le proposte di modifica si incentrano molto sull’individuazione del titolare effettivo finale (final beneficial owner) degli enti e delle società al fine di poter individuare possibili schermi societari o prestanomi.
Tale soggetto, secondo la proposta di modifica della direttiva, è colui che trae diretto vantaggio da una operazione o dall’operatività di un altro soggetto economico, direttamente coinvolto nella transazione. I clienti delle banche, degli intermediari finanziari e dei professionisti dovranno indicare il beneficiario effettivo delle operazioni effettuate mettendo a disposizione tale informazione in un registro centrale.
Per rendere più penetranti i controlli e l’individuazione del titolare effettivo finale per le persone giuridiche, i trust, le società, le fondazioni e gli istituti giuridici analoghi la percentuale di possesso di proprietà o di controllo viene ridotta dal 25 al 10 per cento. Tali informazioni saranno raccolte in un registro dedicato, detenuto da ogni Stato membro. Al Registro, potranno accedere le unità di informazione finanziaria e le varie Autorità di vigilanza preposte, i soggetti individuati nella direttiva come obbligati alla identificazione della clientela, alla registrazione delle transazioni e alla segnalazione di operazioni sospette, limitatamente all’adempimento dei loro obblighi. La nuova proposta prevede che possa altresì accedervi ogni altra persona che dimostri di avere un interesse qualificato ossia concreto e attuale alle informazioni. . Queste proposte di modifica, secondo la Commissione Ue, daranno nuovi e maggiori strumenti di controllo e prevenzione agli Stati membri, contribuiranno a una maggiore trasparenza e determineranno un significativo impulso allo scambio di informazioni, superando eventuali ostacoli derivanti dalle discrasie delle normative nazionali che impediscono il pieno utilizzo delle informazioni anche ai fini fiscali La possibilità di accedere al registro dei titolari effettivi da parte dell’amministrazione finanziaria risulta essere uno strumento assolutamente innovativo

Valerio Vallefuoco

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