Antiriciclaggio: regime transitorio per le assicurazioni

In data 28 marzo 2018, l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (“IVASS”) ha pubblicato la lettera al mercato in materia di obblighi antiriciclaggio per le imprese di assicurazione e per gli intermediari assicurativi.

Lo scopo del documento è quello di fornire le indicazioni sulle modalità con le quali adempiere gli obblighi in materia di antiriciclaggio durante il c.d. “periodo transitorio”. Per tale, si intende il periodo intercorrente tra la data di entrata in vigore del D.lgs. 231/2007 post riforma (4 luglio 2017), e il periodo in cui le disposizioni emanate dalle Autorità di vigilanza di settore ai sensi della precedente normativa, continuano a trovare applicazione (31 marzo 2018).

Non solo, l’IVASS ha cura di precisare che qualora le disposizioni attuative non fossero emanate entro il termine di cui all’art. 9 D.lgs. 25 maggio 2017, n. 90 (31 marzo 2018), le indicazioni della lettera trovano applicazione fino all’entrata in vigore della normativa di attuazione dell’IVASS.

Il documento indica le modalità con cui poter risolvere eventuali contrasti tra le disposizioni attuative emanate anteriormente all’entrata in vigore del D.lgs. 90/2017, che ha modificato integralmente il D.lgs. 231/2007, e le nuove norme di legge entrate in vigore a seguito della riforma.

In particolare, si precisa che con riferimento al rapporto tra la normativa attuativa emanata in base alle vecchie previsioni di legge e le nuove norme introdotte dal D.lgs. 90/2017, in caso di contrasto, queste ultime prevalgono sulle prime. Pertanto, i soggetti obbligati dovranno attenersi, fino alla data di entrata in vigore delle nuove norme di attuazione, alle previsioni contenute nei regolamenti dell’IVASS emanati in base alle previsioni di legge, solo nella misura in cui siano compatibili con la nuova disciplina di legge.

In base a tale criterio, i regolamenti dell’IVASS devono considerarsi applicabili secondo questi limiti:

  • Regolamento n. 41 del 15 maggio 2012 concernente disposizioni attuative in materia di organizzazione, procedure e controlli interni. Il provvedimento è in linea generale compatibile con il nuovo quadro normativo primario e pertanto continua ad essere applicabile;
  • Regolamento IVASS n. 5 del 21 luglio 2014 concernente disposizioni attuative circa le modalità di adempimento degli obblighi di adeguata verifica della clientela e registrazione. A tal riguardo, si segnala che gli artt. 17-30 D.lgs. 231/2007 post riforma disciplinano in maniera significativamente diversa rispetto al passato (e, quindi, il Regolamento si applica solo se compatibile con il nuovo quadro normativo):
  • – le modalità di adempimento degli obblighi di adeguata verifica (art. 19);
  • – i criteri per la determinazione del titolare effettivo di clienti diversi dalle persone fisiche (art. 20);
  • – le regole in materia di esecuzione da parte di terzi dell’adeguata verifica (artt. 26-30);
  • – le misure semplificate e, per taluni aspetti, quelle rafforzate di adeguata verifica della clientela (artt. 23-25).

In base allo stesso criterio, il Provvedimento di Banca d’Italia del 3 aprile 2013, recante disposizioni attuative per la tenuta dell’Archivio Unico Informativo (“AUI”), non è più in vigore per effetto dell’abrogazione delle disposizioni di legge che imponevano la tenuta dell’AUI. Restano, tuttavia, fermi gli obblighi di conservazione previsti dagli artt. 31 ss. D.lgs. 231/2007.

Le nuove disposizioni di legge risultano molto analitiche, avendo incorporato aspetti in precedenza rimessi alla normativa di attuazione delle Autorità di vigilanza di settore. Ne discende che i soggetti obbligati devono applicare direttamente gli obblighi di adeguata verifica come previsti dalle nuove norme di legge.

Le previsioni contenute nel Regolamento IVASS n. 5 del 21 luglio 2014 si applicano nella misura in cui precisano aspetti che le nuove disposizioni di legge disciplinano in linea di continuità con quelle abrogate.

Ad esempio, rimangono applicabili le norme in materia di:

  • profilatura della clientela;
  • ambito di applicazione;
  • – acquisizione di informazioni su scopo e natura del rapporto continuativo (specie se il contraente è soggetto diverso da persona fisica) e, in ogni caso, sulle relazioni tra il cliente, l’esecutore e il beneficiario (incluse per quest’ultimo data e luogo di nascita e, per i soggetti diversi da persone fisiche, il numero d’iscrizione nel Registro delle imprese o delle persone giuridiche o, in mancanza, il codice fiscale);
  • controllo costante del rapporto;
  • obblighi rafforzati di adeguata verifica, incluse le previsioni in materia di operatività a distanza, con l’eccezione della parte sulle Persone Politicamente Esposte (“PEP”) c.d. “domestiche”, ormai incompatibile con la nuova disciplina di legge.
  • Claudio Saba – c.saba@lascalaw.com

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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