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Antiriciclaggio, «attive» da subito le nuove regole

Dopo la delibera 28/2018, con la quale era stata individuata una serie di “buone prassi” in materia di Peps (persone politicamente esposte), la Banca d’Italia torna a occuparsi di obblighi antiriciclaggio e con un comunicato (la cui rilevanza giuridica rimane ancora da chiarire) fornisce agli intermediari bancari e finanziari precise indicazioni in ordine alle modalità di adempimento di questi obblighi. Oltre alle indicazioni sull’Archivio unico informatico (si veda Il Sole 24 Ore dell’11 febbraio 2018) che sancivano il principio di continuità su base volontaria, vi sono state diverse prese di posizione.
Le indicazioni di Bankitalia coprono sia il periodo transitorio previsto dalla legge, che si protrarrà fino 31 marzo 2018, sia quello successivo, fino all’entrata in vigore della nuova normativa di attuazione della Banca d’Italia.
La legge antiriciclaggio precisa, infatti, che le disposizioni emanate dalle autorità di vigilanza di settore, ai sensi di norme abrogate o sostituite per effetto della riforma, continuano a trovare applicazione fino al 31 marzo 2018 (articolo 9, comma 1, Dlgs 231/2007 e modifiche), vincolando le autorità di vigilanza di settore ad adottare entro 12 mesi dall’entrata in vigore della riforma (ossia dal 4 luglio 2017),la normativa di attuazione (articolo 9, comma 2, Dlgs 231/2007 e modifiche).
La legge, tuttavia, non chiarisce come risolvere medio tempore eventuali contrasti tra le disposizioni attuative che continuano ad applicarsi e le nuove norme in vigore.
Nel silenzio, Banca d’Italia precisa che gli intermediari dovranno attenersi, fino al 31 marzo 2018, alle previsioni contenute nei provvedimenti emanati in base alle vecchie previsioni di legge ma solo nella misura in cui esse siano compatibili con la nuova disciplina, limite non contemplato dalla legge.
Secondo le valutazioni di Banca d’Italia, sarebbe senz’altro compatibile con le nuove norme il provvedimento (10 marzo 2011) recante disposizioni attuative in materia di organizzazione, procedure e controlli interni.
Si valutano immediatamente applicabili gli obblighi di adeguata verifica, quali previsti dalla riforma, in quanto incorporano aspetti in precedenza rimessi alla normativa di attuazione delle autorità di vigilanza.
In questa prospettiva, risultano inapplicabili, perché incompatibili con le nuove disposizioni, le norme del provvedimento della Banca d’Italia del 3 aprile 2013, recante disposizioni attuative in materia di adeguata verifica della clientela nella parte in cui disciplinavano le misure semplificate di adeguata verifica e l’individuazione del titolare effettivo.
Quanto a quest’ultimo profilo la Banca d’Italia prescrive agli intermediari di utilizzare i criteri dettati dalle nuove norme per l’identificazione del titolare effettivo di clienti diversi dalle persone fisiche (società di capitali, persone giuridiche private, trust), ai fini dell’individuazione del titolare effettivo delle società di persone nonché di altre tipologie di clienti diversi dalle persone fisiche, anche se privi di personalità giuridica (per esempio associazioni non riconosciute). Tale modalità si pongono come eccedenti al dettato della legge e risulterebbe peraltro in contrasto con alcune indicazioni del Mef.
Il comunicato dell’autorità di vigilanza appare problematico laddove impone agli intermediari di confrontarsi fin da subito con i nuovi contenuti degli obblighi di adeguata verifica, senza il supporto delle norme di attuazione. Il che potrebbe creare criticità in alcuni aspetti della prassi dei mercati finanziari, come nei rapporti interbancari connotati da rapidità.

Valerio Vallefuoco

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