Ancora una conferma: il titolo esecutivo è incensurabile in Cassazione

La recente sentenza della Corte di Cassazione oggetto del presente commento si inserisce nel solco di un consolidato orientamento giurisprudenziale, in base al quale l’interpretazione del titolo esecutivo, anche se di natura giudiziale, è da considerarsi come apprezzamento di un “fatto” e quindi come tale è incensurabile nell’ambito dei giudizi di legittimità.

Ed infatti, in sede di esecuzione forzata, il titolo esecutivo di natura giudiziale viene in rilievo esclusivamente come tale, purché sia esente da vizi logici o giuridici.

Ciò implica che, nell’ambito dell’espropriazione forzata, il titolo esecutivo costituito dalla sentenza passata in giudicato non rileva come decisione sul merito della controversia e, quindi, sebbene sia sorto al di fuori del giudizio esecutivo, non si pone come cd. “giudicato esterno” che, invece, potrebbe essere oggetto di diretta interpretazione da parte della Corte di Cassazione.

Al contrario, il titolo esecutivo di natura giudiziale viene unicamente considerato – al pari di ogni altro – come presupposto essenziale per incardinare l’esecuzione forzata, alla stregua di un accertamento di fatto, scongiurando quindi la possibilità che vi possa essere un contrasto di giudicati o la violazione della regola del ne bis in idem.

Cass., Sez. VI Civ., 07 febbraio 2017, n. 3159 (leggi la sentenza)

Chiara Gennaro – c.gennaro@lascalaw.com

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