Anche sull’isola si parla di Euribor e sommatoria

La nullità della clausola inerente la determinazione dell’interesse variabile al tasso Euribor, in quanto frutto di un’asserita illecita intesa tra gli istituti bancari, deve essere dimostrata.

Nell’eventualità in cui gli interessi moratori risultino usurari, la nullità della clausola riguarderebbe solo il suddetto tipo di interessi: continueranno invece a maturare gli interessi corrispettivi.

Questi i principi ribaditi nella sentenza del settembre 2017 del Giudice di Pace di Ischia.

Nel caso de quo, un noto istituto bancario, patrocinato dallo Studio, veniva convenuto in giudizio da una società mutuataria che chiedeva accertarsi la nullità della clausola inerente la determinazione dell’interesse corrispettivo in quanto indicizzato Euribor. Tale clausola, a detta di parte attrice, sarebbe nulla in quanto frutto di un illecita intesa tra gli istituti bancari assunta in violazione dell’art. 2 della L. 287/1990 e dell’art. 117 tuf.

Il Giudice di pace adito ha, prima di tutto, chiarito che l’Euribor ( Euro Inter Bank Offered Rate) è un tasso di riferimento, calcolato giornalmente, che indica il tasso di interesse medio delle transazioni finanziarie in Euro tra le principali banche europee e che varia solo in funzione della durata del prestito non dell’ammontare del capitale. Quindi il magistrato, ammesso che in linea teorica l’Euribor potrebbe contrastare con la legge 287/1990, osserva tuttavia che, ai fini della declaratoria di nullità della suddetta clausola, devono essere provati, sia l’intesa manipolatrice delle banche, sia la partecipazione dell’istituto convenuto nell’intesa stessa. Essendo mancata tale prova nel caso di specie, rigettava la domanda dei mutuatari.

Con riferimento all’asserita usurarietà degli interessi moratori, invece, il Giudice di Pace di Ischia, evidenziata la diversa natura degli interessi corrispettivi e moratori e l’infondatezza della loro sommatoria, ha osservato che, anche nell’eventualità in cui gli interessi di mora risultassero usurari,  gli interessi convenzionali sarebbero comunque dovuti.

Nella specie, il giudice afferma che: “si tratta di due  pattuizioni autonome che dovranno comunque rispettare i tassi soglia; tuttavia, proprio a causa della loro autonomia, la sanzione prevista ex art. 1815 c.c. , che eventualmente colpisca solo una delle due, non produrrà effetti anche sull’altra”.

Giudice di Pace di Ischia, 7 settembre 2017

Valentina Vitali – v.vitali@lascalaw.com

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