Siete qui: Oggi sulla stampa

Amministratori senza delega, responsabilità sul filo del rasoio

L’amministratore senza deleghe sfugge all’imputazione di concorso in bancarotta patrimoniale solo se il giudice non riesce a fornire la prova della sua concreta conoscenza del fatto pregiudizievole per la società o dei segnali di allarme tali che ne facciano desumere l’accettazione del rischio dell’evento illecito, oltre che della volontaria omissione di attivazione per scongiurarne la verificazione.È questo il doppio sbarramento all’attribuzione di responsabilità che ribadisce la Suprema corte penale con la pronuncia del 9/3/18 n. 14783 (si veda ItaliaOggi del 4/4/18).

I contorni della responsabilità. Pur se apparentemente alleggerita la posizione dei manager non operativi, non si tratta, tuttavia, di una completa deresponsabilizzazione. Essi sono comunque tenuti a una condotta attiva in linea con i criteri di diligenza di espletamento dell’incarico. La Cassazione, infatti, nel solco della giurisprudenza ormai dominante post riforma, riconosce che il dlgs 6/2003 ha indubbiamente attenuato gli oneri e le responsabilità degli amministratori privi di deleghe con la rimozione dello specifico «obbligo di vigilanza sul generale andamento della gestione», sostituendolo con l’onere di «agire informato». In tale contesto, si badi, resta comunque invocabile la disciplina di cui all’art. 40, comma 2, c.p. nel caso in cui l’amministratore (delegante) di società, a conoscenza (senza dimenticare lo specifico potere di richiedere informazioni) di reati «in itinere» commessi da altro amministratore (delegato) e pregiudizievoli per l’ente amministrato, non abbia fatto, pur avendone l’obbligo giuridico, quanto poteva per impedirne il compimento.

In sostanza, gli amministratori non operativi rispondono per non aver impedito «fatti pregiudizievoli» dei quali abbiano acquisito in positivo conoscenza, anche per effetto delle informazioni ricevute ai sensi dell’art. 2381, comma 3, c.c., ovvero dei quali debbano acquisire conoscenza, di propria iniziativa secondo il comma 6 del medesimo articolo.

In altri termini, l’amministratore non esecutivo risponde di omesso impedimento di un reato doloso posto in essere dagli amministratori delegati, purché sia consapevole dell’evento, nella sua portata illecita, e abbia altrettanto consapevolmente omesso di impedirlo.

A riguardo va specificato che non si può, equiparare la «conoscenza» alla «conoscibilità» dell’evento che si deve impedire, poiché la prima attiene all’area della fattispecie volontaria (dolo) e la seconda, quale violazione dei doveri di diligenza, all’ambito della colpa.

Il dolo eventuale. La possibile responsabilità penale (di natura dolosa) per fatti di bancarotta patrimoniale, degli amministratori privi di deleghe gestorie, nel contesto dell’applicazione del secondo comma dell’art. 40 c.p. può, secondo la Corte, qualificarsi, in presenza di omesso impedimento dell’evento dannoso, anche per il solo dolo eventuale a condizione che sussistano e siano stati percepiti in concreto dagli stessi soggetti dei segnali «perspicui e peculiari» dell’evento illecito caratterizzati da un elevato grado di anormalità. Non è quindi il semplice fatto di rivestire la carica o l’aver partecipato ai cda o ancora l’aver concorso nella commissione di altri fatti illeciti che determina l’affermazione della responsabilità. È necessaria, piuttosto, una specifica ricostruzione delle relazioni fra fatti distrattivi e concreto funzionamento del cda alla luce delle clausole di organizzazione delle funzioni gestorie, tenendo conto delle previsioni statutarie e di eventuali successive delibere adottate per fornire la prova che gli stessi amministratori siano stati informati delle distrazioni o che di esse abbiano avuto conoscenza o che si fosse in presenza di segnali peculiari con carattere di anormalità dai quali è dato desumere la consapevole accettazione del rischio dell’evento secondo gli schemi ipotizzati per il dolo eventuale (in tal senso anche Cass. S.u. n. 38343 del 24/4/14).

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche

Se il promissario acquirente di un immobile, a fronte dell’inadempimento del promittente venditore...

Oggi sulla stampa

Un terzo delle segnalazioni di operazioni sospette deriva da violazioni fiscali associate ad attivit...

Oggi sulla stampa

Autunno di cambiamenti per i giovani che aspirano a diventare avvocati. Dal 28 settembre per acceder...

Oggi sulla stampa