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Alitalia, la cordata vuole l’esclusiva

Primo incontro ieri a Roma tra i commissari straordinari di Alitalia ed i rappresentanti della costituenda cordata alternativa a Lufthansa (Cerberus, AirFrance, easyJet e Delta). L’alleanza a quattro mira ad ottenere una trattativa in esclusiva per acquisire Alitalia in blocco, ma vista la vicinanza dell’appuntamento elettorale, ogni decisione è rimandata a dopo il 4 marzo.
Secondo i rumors, in questa cordata un ruolo di primo piano verrebbe assegnato al fondo americano Cerberus e ad easyJet, mentre Air-France insieme a Delta sta studiando diverse possibilità perché Alitalia resti in Skyteam senza un loro diretto coinvolgimento nel capitale. In questa alleanza che è ancora da costituire, se easyJet è allettata dalle possibilità di sviluppo nel lungo raggio, AirFrance è mossa dalle prospettive di occupare anche il segmento delle low cost (come la principale competitor Lufthansa con Eurowings), mentre Cerberus – che ambiva sin dal principio ad acquisire il controllo di Alitalia – trova quei partner industriali europei necessari per superare la barriera del 49% prevista per gli operatori extra Ue (a giorni si attende l’arrivo del banchiere Roberto Nicastro come senior partner del private equity Usa). Il fondo americano, già messo alla prova con il risanamento e il rilancio della moribonda Air Canada, vorrebbe però che una quota di Alitalia fosse pubblica e punterebbe anche su un coinvolgimento dei lavoratori per ottenere il sostegno dei sindacati.
La costruzione di un polo alternativo a Lufthansa ha iniziato a prendere consistenza dopo che l’offerta tedesca è stata rispedita al mittente, perchè giudicata insoddisfacente sul fronte degli investimenti e degli esuberi, ma soprattutto perchè il colosso tedesco puntava ad acquisire Alitalia solo dopo una pesante ristrutturazione ad opera dei commissari. Soluzione considerata impraticabile dagli stessi commissari e dal governo. A quel punto si sono riaperti i giochi ed è spuntato un secondo possibile pretendente, anche se ancora si attende la presentazione di una vera e propria offerta dalla cordata. Proprio il “pericolo” che Alitalia potesse entrare nell’orbita di Lufthansa – che fa riferimento a Star Alliance-, ha spinto Air France-Klm a muoversi, non solo per l’importanza che ha il mercato italiano (in un recente convegno dell’Enav è emerso che il traffico aereo nel 2017 in Italia è cresciuto del 3%, i passeggeri di oltre il 6%). Ma anche per la sfida che si gioca sul ricco mercato nord americano, che vede Alitalia partner della Joint venture transatlantica con Air France-Klm e Delta Air Lines fino al 31 marzo 2022. La jv rappresenta il 25% dell’intera capacità offerta sul mercato transatlantico e genera circa 13 miliardi di dollari in ricavi annuali.

Giorgio Pogliotti

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