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“Alitalia ci interessa ma soltanto sui voli a corto raggio”

Cresce senza soste, si allarga aggredendo il Centro-Est Europa e guarda al ricco mercato anglosassone. Wizz Air, quarta compagnia low cost del Continente europeo con 28,2 milioni di passeggeri, è improvvisamente apparsa nei radar dei commissari che hanno in mano il dossier Alitalia.
József Váradi guida con successo il vettore da quasi 15 anni. Punta in alto, al sorpasso del concorrente Norwegian.
E sulla gara italiana ha le idee chiare. «Sì, Alitalia ci interessa», dice a Repubblica parlando della trattativa per la prima volta, dopo le voci che includevano nel novero dei pretendenti della ex compagnia di bandiera anche Wizz. «Alitalia ci interessa ma spiega senza girarci troppo intorno – solo per ciò che riguarda il breve e il medio raggio». Il resto non sarebbe coerente con la filosofia di crescita della linea aerea ungherese che oggi conta su un network fatto di 145 destinazioni servite da 88 aerei e 3.700 dipendenti (un terzo di Alitalia) e che prepara l’allargamento del proprio network a Ovest dopo aver creato 28 basi (ovvero aerei e personale) in 16 Paesi grazie a ordini “monstre” in arrivo, per 110 Airbus cui se ne aggiungeranno altri 146 dal 2022 in poi.
Cosa sta preparando per i prossimi mesi mister Váradi?
Nel giro di pochi anni ha raddoppiato passeggeri, ricavi e ordini di aerei.
«Siamo pronti ad un raddoppio del nostro business entro 4 o 5 anni. Abbiamo nuovi velivoli in arrivo e vogliamo crescere soprattutto al Centro-Est Europa puntando molto sull’hub di Londra Luton».
Guardate solo a queste aree o magari buttate un occhio al Mediterraneo e alle rotte del Sud Europa? Alitalia, ad esempio, vi interessa e fino a che punto?
«Sì noi siamo interessati anche ad altre aree del Continente anche se siamo focalizzati sul mercato del Centro Europa dove siamo in forte accelerazione».
E Alitalia? Siete della partita?
«Non posso dire molto per i vincoli che ci legano al processo di vendita. Ma penso che alcuni asset della vostra compagnia siano interessanti».
A quali pensa? Il lungo raggio, ad esempio, potrebbe ampliare la vostra rete.
«Siamo interessati al vostro Paese e al dossier Alitalia. Quel che posso dire è che però non rientra nelle nostre strategie operare sul lungo raggio».
Quindi cosa vi fa gola del gruppo italiano?
«A noi interessa il mercato italiano e anche il Mediterraneo, Israele, o in determinate condizioni il Nord Africa. Compreso quindi il settore dell’aviazione civile italiana e le potenzialità del Paese. E a proposito di Alitalia guardiamo solo alla parte che ci interessa e cioè il breve e medio raggio, non certo i voli intercontinentali».
Cosa pensa del marchio Alitalia?
«A dire il vero il “brand” non ci interessa. Ripeto, per noi è importante tutto ciò che si sviluppa nel vostro mercato. Ma non tutta la compagnia, se non alcuni asset. Questo non vuol dire che non seguiamo da vicino l’operazione di vendita: ma guardiamo ad una parte di ciò che Alitalia offre e che interessa le nostre particolari attività».
È prevista una sua visita in Italia per valutare le questioni legate alla vendita e per sondare la possibilità di aprire nuove rotte?
«Sì, verrò in Italia nei prossime settimane».

Lucio Cillis

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