Al fideiussore di una società non si applica la tutela del codice del consumo

Cass., 29 novembre 2011, Sez. III, n. 25212

Massima: "La tutela del consumatore è da escludere quando il contratto di fideiussione è stato concluso da una persona fisica che agisce a garanzia di un debito contratto da un soggetto che agisce nell'ambito della sua attività professionale." (leggi la sentenza per esteso)

Nell'ambito dei giudizi di opposizione a decreto ingiuntivo seguiti dallo studio per conto di Società di leasing, una delle più ricorrenti contestazioni affrontate riguarda il caso in cui il contratto sia stato stipulato da un soggetto che svolge attività imprenditoriale e sia stato garantito da persone fisiche che non rivestono tale qualifica, le quali, opponendosi all'ingiunzione di pagamento, eccepiscono l'applicabilità della tutela prevista dal codice del consumo.

La giurisprudenza ritiene che quando il fideiussore è persona fisica che, pur non agendo nell'ambito di un'attività professionale, garantisce un debito contratto da soggetto che invece agisce nell'ambito imprenditoriale, come una società, vada esclusa l'applicabilità al garante del codice del consumo.

Si tratta di orientamento ormai consolidato della Suprema Corte, conforme alla giurisprudenza espressa dalla Corte di giustizia europea, recentemente ribadito dalla terza Sezione della Corte di Cassazione.
La Corte di giustizia della Comunità europea – con sentenza 17 marzo 1998, emessa a seguito di richiesta di interpretazione pregiudiziale della direttiva del Consiglio del 20 dicembre 1985 n.85/77/CEE in materia di contratti negoziati fuori dai locali commerciali – ha da tempo escluso l'applicabilità della tutela del consumatore quando il contratto di fideiussione sia concluso da una persona fisica che non agisce nell'ambito di un'attività professionale.

La Suprema Corte ha quindi seguito tale linea interpretativa (ordinanza del 13 giugno 2006, n. 13643) evidenziando il collegamento intercorrente tra il contratto costitutivo del debito principale garantito e quello dell'obbligazione fideiussoria. La fideiussione rientra infatti nella categoria dei “contratti collegati”, che ricorre quando due o più contratti, che mantengono la loro autonomia causale, hanno come fine la realizzazione di un'unica operazione economica. La funzione della fideiussione si sostanzia in un rafforzamento “accessorio” del debito principale garantito, in maniera tale da non poter non porre lo stesso rapporto principale come punto di riferimento per l'indagine circa l'applicazione o meno del codice del consumo.

Muovendo da tali presupposti, la Cassazione ha proposto un'interpretazione restrittiva dell'articolo 1469 c.c., ritenendo che la qualità del debitore principale «attrae» quella di fideiussore ai fini della individuazione del soggetto che deve rivestire la qualità di consumatore.

Nel caso in cui la fideiussione sia stata rilasciata a garanzia di obbligazioni derivanti da rapporti imprenditoriali, il garante non può pertanto essere qualificato, ai sensi dell'art. 3 del D.Lgs. n.2006/2005, come “persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale svolta” ed invocare la tutela prevista dal codice del consumo.

Con la sentenza n. 25212 del 29 novembre 2011 la Corte di Cassazione ha ribadito tali principi, respingendo il ricorso proposto dal fideiussore di una società nell'ambito di un contratto di leasing, confermando che al garante di un'azienda non è applicabile la tutela prevista dal codice del consumo.

La Cassazione ha escluso di dover prendere in considerazione le qualità soggettive del fideiussore ai fini dell'applicazione o meno dell'art. 33 del codice del consumo, in quanto in tal caso non vi sarebbe una obbligazione fideiussoria, ma una forma atipica di garanzia personale non ricorrente nella fattispecie.

La Suprema Corte ha dunque confermato che, in presenza di una fideiussione, è all'obbligazione garantita che deve riferirsi il requisito soggettivo ai fini dell'applicabilità della specifica normativa in materia di tutela del consumatore, considerata l'accessorietà dell'obbligazione del fideiussore all'obbligazione garantita. E' stata pertanto esclusa al fideiussore della società l'applicazione delle garanzie che il codice del consumo prevede in caso di clausole vessatorie.

(Francesco Giovanni Pagliari – f.pagliari@lascalaw.com)

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