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Ainio porta in Borsa la galassia Banzai

Prima di diventare il grido di battaglia dell’esercito giapponese durante la Seconda guerra mondiale, Banzai era usato come espressione di gioia (significa Diecimila anni e in sostanza è un augurio di lunga vita). Ora, sono in molti a guardare con entusiasmo alla notizia delle prime mosse di Banzai per quotarsi al segmento Mta di Piazza Affari, come anticipato dal Corriere . In poco più di 4-5 anni il fondatore della prima realtà italiana attiva nell’ecommerce, Paolo Ainio, forte del suo track record (era stato uno dei fondatori di Virgilio), ha portato nell’azionariato della holding non solo il salottino di internet in Italia ma anche nomi della finanza più tradizionale. 
Il percorso in questi anni è stato comunque organico: Banzai è cresciuta sviluppando start up al proprio interno ma anche acquisendo eventuali competitor, distribuendo per lo più opzioni o azioni. Un esempio viene da Born4Shop, creatura dei Micheli guidata allora dal chief executive officer Gionata Tedeschi. La società nel 2010 fu conferita in Banzai e fusa con Saldi privati. La famiglia Micheli non ricevette soldi ma solo azioni di Banzai e risulta infatti ancora socia negli ultimi documenti depositati.
Altro esempio: nel 2009 l’allora fondo Quantica guidato da Pierluigi Paracchi e Stefano Peroncini (oggi si chiama Principia) investì in Yourank e Liquida, società di Ainio, con un’opzione di concambio con azioni Banzai nel caso in cui le due start up fossero finite male. L’investimento fu di circa 5 milioni di euro di cui 3 con fondo Principia I e 2 milioni di leva con i soldi pubblici della legge 388/00.
Yourank fu chiusa in meno di due anni. Mentre Liquida, come società, resse circa tre anni (oggi esiste il sito ridimensionato un paio di anni fa dall’aggiornamento dell’algoritmo «Panda» di Google che ha iniziato a dare meno importanza agli aggregatori di contenuti altrui). Visti gli esiti delle due società e l’opzione che era stata studiata dallo studio Pedersoli, anche Quantica-Principia salì a bordo staccando azioni.
Diverso il caso dell’ultima importante acquisizione, Misterprice, portata a termine un anno fa grazie anche alle risorse arrivate con l’ingresso della Sator di Matteo Arpe.
Nel parterre dei soci di Banzai c’è anche Gad Lerner di cui Ainio gestisce il blog. Poi Carlo Gualandri di Gioco digitale (poi comprata da B-win), l’ex amministratore delegato di Endemol, Marco Bassetti, Andrea Santagata, il padre di Liquida, Stefano Siglienti co-fondatore del private equity Vintage Capital, Lorenzo Pellicioli, Marco Drago e Giovanni Boroli (il gruppo De Agostini aveva già incrociato il portale Virgilio.it fondato da Ainio ai tempi di Seat PG).
Il banchiere Arpe è comunque entrato a sconto rispetto a tutti i soci diluendo le partecipazioni degli altri azionisti storici, anche se esiste una clausola che permette di recuperare la valutazione in caso di sovraperformance di Banzai.
Il nodo ora resta il valore dell’Ipo. Banca Profilo di Arpe sta studiando la quotazione anche se nell’aria c’è l’ipotesi di affidare il book a una banca d’affari estera per attirare compratori fuori confine.

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