Adeguamento alla delibera C.I.C.R.: basta la Gazzetta Ufficiale

“In tema di anatocismo, non può ritenersi che il meccanismo di adeguamento previsto dell’art 7 della delibera CICR 9.2.2000 non sia più valido in conseguenza della pronuncia della Corte Costituzionale n. 425/2000, ciò in quanto tale sentenza aveva dichiarato illegittimo l’art.120 co. 3 Tub solo nella parte in cui sanava retroattivamente la capitalizzazione degli interessi effettuata prima che entrasse in vigore la Deliberazione del Cicr. La Delibera Cicr 9/2/2000 è comunque valida ai sensi dell’art. 120 co. 2 Tub nel testo vigente quando venne emanata, con la conseguenza che in presenza di adeguamento e per il periodo successivo all’entrata in vigore della Delibera, la capitalizzazione degli interessi è legittima se sia assicurata nei confronti della clientela la stessa periodicità nel conteggio degli interessi debitori e creditori”.

Ad affermarlo è il Tribunale di Napoli con la pronuncia n. 945 del 30.01.2018 che, come vedremo, ha rigettato integralmente le domande della società attrice avendo rilevato l’intervenuta prescrizione del diritto alla restituzione di somme illegittimamente addebitate tra l’anno 1999 e 2000. Più precisamente, “l’attrice non ha dedotto che nel periodo in questione la banca abbia concesso aperture di credito, e che quindi tutte le rimesse effettuate in quel lasso di tempo devono considerarsi solutorie, senza bisogno che nell’eccepire la prescrizione la banca dovesse specificare nulla a riguardo; conseguentemente, il termine di prescrizione ha cominciato a decorrere da ogni singola rimessa, ed è maturato, dato che l’atto di citazione è stato notificato nel 2015”.

Nel caso di specie, la correntista ha agito in giudizio per vedere accertare la nullità delle clausole contrattuali in base alle quali la banca avrebbe effettuato una serie di addebiti – in ragione della illegittima pattuizione della capitalizzazione trimestrale degli interessi, delle c.m.s. nonché dell’asserita usurarietà delle condizioni contrattuali – chiedendo la ripetizione degli stessi.

La pronuncia in commento dimostra, ancora una volta, come il contenzioso in tema di anatocismo bancario non sia andato affievolendosi, sebbene la Delibera CICR del 3 agosto 2016 abbia arginato la prassi della capitalizzazione.

Ad oggi, infatti, persiste una disomogeneità in ordine al destino di quei rapporti bancari stipulati prima del 2000 e proseguiti dopo tale data, con riguardo alle modalità di adeguamento al nuovo regime.

Rispetto a tale profilo, ovvero, se l’art. 7 della citata Delibera CICR sia divenuto inefficace a seguito dell’illegittimità dell’art. 25, comma 3° D. Lgs 342/99, il Tribunale napoletano ha rilevato che, seppur vero che uno dei contratti azionati – anteriore al 2000 – prevedeva la capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi ed annuale degli interessi attivi, la Banca provvedeva regolarmente ad adeguarsi, ai sensi dell’art. 7 della delibera CICR 9.2.2000, alle disposizioni della stessa, effettuando la capitalizzazione degli interessi attivi e passivi con pari periodicità mediante pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’anno 2000.

Il Tribunale si è espresso, altresì, in merito ad un altro aspetto, ovvero la valutazione della natura peggiorativa delle condizioni di capitalizzazione.

Quanto a detto profilo, il Giudice napoletano ha respinto le deduzioni di parte attrice in merito all’invalidità del meccanismo di adeguamento dei contratti di conto corrente alla disciplina dell’anatocismo in conseguenza della pronuncia della Corte Costituzionale n. 425/2000, che ha dichiarato illegittimo l’art. 25, terzo comma D. Lgs. 342/1999.

Come noto, detto articolo, aveva introdotto il terzo comma dell’art. 120 Tub relativo, proprio, al meccanismo dell’adeguamento, con la conseguenza che anche in presenza di allineamento la clausola doveva considerarsi in ogni caso illegittima.

Il Tribunale ha infatti rilevato che, nonostante la richiamata pronuncia di incostituzionalità, la Delibera CICR 2000 è comunque valida ai sensi dell’art. 120 TUB, secondo comma, nella formulazione in vigore nello stesso anno.

Ciò in quanto la sentenza n. 452/2000 aveva dichiarato illegittimo l’art 120 TUB, terzo comma, “solo nella parte in cui sanava retroattivamente la capitalizzazione degli interessi effettuata prima che entrasse in vigore la Deliberazione del CICR.”

Nel caso che ci occupa, le nuove condizioni non potevano essere considerate peggiorative di quelle applicate precedentemente, con la conseguenza che poteva considerarsi illegittima la capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi solo precedente all’anno 2000.

Giova fin d’ora evidenziare che, ancora oggi, sulle questioni affrontate si registra una certa disomogeneità in seno alla Giurisprudenza.

Tribunale di Napoli, 30 gennaio 2018, n. 945

Maria Grazia Sclapari – m.sclapari@lascalaw.com

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