Abuso di informazioni privilegiate: tra reato e illecito amministrativo

Recentemente, da parte del Collegio di Legittimità,  è stata posta in dubbio la legittimità costituzionale in merito alla previsione di applicabilità – assoluta, incondizionata e inderogabile – della sanzione amministrativa (nel caso in esame “confisca per equivalente”), introdotta successivamente ai fatti di causa, allorquando il risultato sanzionatorio risultante dalla riforma sia in concreto meno favorevole per il trasgressore rispetto a quello che sarebbe applicabile in base alla legge vigente all’epoca della commissione del fatto.

La vicenda esaminata dalla Suprema Corte pone in luce un articolato iter giudiziario e di un altrettanto molto articolato ragionamento connesso alla legittimità di un sistema sanzionatorio “peggiorativo”, introdotto retroattivamente rispetto ad una fattispecie già disciplinata e sanzionata in altro modo.

Nel merito, infatti, la violazione sanzionata era stata commessa quando l’abuso di informazioni privilegiate dell’insider secondario costituiva reato punito con la reclusione fino a due anni, ai sensi dell’art. 180, comma 2, del TUF, mentre la Consob ha proceduto a comminare quella che si direbbe essere una sanzione amministrativa in quanto, con l’art. 9 della l. n. 62 del 2005,  il legislatore ha depenalizzato la condotta abusiva e contestualmente, al comma 6, ha aggiunto che “la confisca per equivalente si applica anche alle violazioni commesse anteriormente all’entrata in vigore della l. n. 62 del 2005, purché il procedimento penale non sia stato definito”.

La Corte di legittimità, allora, “Ritiene […] che nondimeno si ponga, in riferimento agli artt. 3, 25, secondo comma, 117, primo comma, Cost., quest’ultimo in relazione all’art. 7 della CEDU, un dubbio di legittimità costituzionale dell’art. 9, comma 6, della legge n. 62 del 2005, nella parte in cui prevede che la confisca per equivalente, disciplinata dall’art. 187-sexies del TUF, si applica, allorché il procedimento penale non sia stato definito, anche alle violazioni commesse anteriormente alla data di entrata in vigore della stessa legge n. 62 del 2005 – che le ha depenalizzate introducendo l’autonomo illecito amministrativo di abuso di informazioni privilegiate, configurato ora dall’art. 187- bis del TUF -, e ciò pur quando il complessivo trattamento sanzionatorio generato attraverso la depenalizzazione sia in concreto meno favorevole di quello applicabile in base alla legge vigente al momento della commissione del fatto”.

Secondo il Collegio di legittimità il dubbio di legittimità costituzionale dell’art. 9, comma 6, della l. n. 62 del 2005 risiede nel fatto che il complessivo trattamento sanzionatorio generato attraverso la depenalizzazione può in concreto dimostrarsi meno favorevole, rispetto a quello applicabile in base alla legge vigente al momento della commissione del fatto, che prevedeva la condotta di abuso delle informazioni privilegiate come reato. La retroattività della norma sanzionatoria andrebbe ammessa, invece, solo nel caso di trattamento più favorevole per il reo.

La Suprema Corte nel corpo dell’ordinanza assegna così alla “confisca per equivalente”, nonostante questa rivesta la forma di una sanzione amministrativa, la natura sostanziale di sanzione penale e successivamente, raffrontandola con la pena della reclusione, prevista prima della depenalizzazione, a considerarla maggiormente afflittiva e quindi meno favorevole per il reo, con conseguente inapplicabilità del regime di retroattività.

Cass., Sez. II, 9 ottobre 2017, ordinanza n. 23569

Federico Di Lorenzo – f.dilorenzo@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche

In una recente pronuncia la Corte di Cassazione ha descritto il rapporto di responsabilità triangol...

Contenzioso finanziario

Nel caso di specie, l’investitore lamentava la violazione della normativa dettata dal Regolamento ...

Contenzioso finanziario

La Corte di Cassazione ha rimesso all’esame del Primo Presidente, per la valutazione di una eventu...

Contenzioso finanziario