Siete qui: Oggi sulla stampa

Abertis, controllo condiviso Atlantia e Acs verso l’intesa

La pace si fa col nemico. La regola con la quale spesso si risolvono contenziosi complicati in politica estera, può essere applicata tranquillamente anche in campo finanziario. È quello che devono aver pensato azionisti e manager di Atlantia e Acs: il gruppo italiano controllato della famiglia Benetton e il colosso spagnolo delle costruzioni sarebbero vicini a un accordo per mettere fine allo scontro per il controllo di Abertis, uno dei leader in Europa nelle concessioni autostradali. Invece di sfiancarsi in una guerra di rilanci per aggiudicarsi la maggioranza del capitale di Abertis, le due società starebbero trattando, proprio in queste ore, con i loro consulenti per arrivare a una soluzione che potrebbe essere annunciata addirittura entro il fine settimana.
In sintesi, Atlantia e Acs metterebbero fine al gioco di opa e contro- opa, in cui a guadagnarci sarebbero solo gli azionisti di minoranza, per arrivare a un controllo condiviso della società preda. La notizia, già filtrata nei giorni scorsi, è stata avvalorata ulteriormente ieri dal quotidiano El Mundo.
Guarda caso, proprio nel giorno in cui la Cnmv ( l’equivalente della Consob iberica) ha dato il via libera all’Offerta pubblica di acquisto lanciata da Acs, attraverso la controllata tedesca Hotchief: ha prooosto agli azionisti 18,76 euro per ogni titolo di Abertis, per una valorizzazione complessiva pari a 18,6 miliardi di euro. Si tratta dell’Opa che replica a quella lanciata in precedenza da Atlantia, che aveva messo sul tavolo 16,5 euro ad azione.
Cosa dovrebbe accadere ora? A quanto è stato possibile ricostruire da fonti finanziarie, Atlantia dovrebbe ritirare la propria offerta e aderire all’Opa lanciata da Hotchief, per poi un domani prevedere il ritorno in Borsa nel nuovo gruppo. Nascerebbe così un colosso europeo delle concessioni autostradali, leader anche a livello mondiale grazie agli asset in America dei due gruppi. La governance allo studio dovrebbe prevedere non solo regole per un controllo condiviso (dove gli italiani potrebbero far pesare il migliore rating finanziario), ma anche una divisione precisa dei compiti industriali: Atlantia si occuperebbe dello sviluppo nel settore delle concessioni, Acs rimarrebbe focalizzato nelle costruzioni.
Ci sono poi altri vantaggi per il gruppo dei Benetton. Un possibile accordo con Acs rappresenterebbe la porta di ingresso per i mercati in Germania, ma anche negli Stati Uniti e in Australia. In Francia, invece, la sinergia sarebbe immediata tra le controllate di Abertis in Francia, dove controlla oltre 1.750 chilometri di rete autostradale. Atlantia ha appena annunciato di essere salita al 15 per cento della società che gestisce il tunnel sotto la Manica, diventandone il primo socio: anche se si tratta di una operazione non collegata e che il gruppo italiano ha portato avanti in parallelo, i vantaggi non possono che risultare subito evidenti.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche

Banco Bpm ha completato il cosiddetto Project Exodus per la cessione delle sofferenze, con la vendit...

Oggi sulla stampa

La Corte di giustizia Ue ha precisato quando si può derogare al segreto professionale delle imprese...

Oggi sulla stampa

Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea di ieri la direttiva 2018/843 del Parlamen...

Oggi sulla stampa