Usura sopravvenuta nei contratti di mutuo: sì o no? Parola alle Sezioni Unite

Con l’ordinanza in commento, la I Sezione della S.C. ha deciso di rimettere gli atti del procedimento al Primo Presidente per l’assegnazione alle Sezioni Unite, le quali dovranno risolvere il contrasto circa la questione dell’applicabilità o meno della Legge 108/1996 – oggi vigente – ai contratti di mutuo stipulati anteriormente a detta legge ma non ancora esauriti.

Qualora la S.C. si pronunciasse affermativamente, sarà quindi applicabile tout court il comma 2 dell’art. 1815 c.c. con azzeramento degli interessi, mentre se dovesse essere accolta la tesi opposta si dovranno ridurre ex lege gli interessi ai tassi legali, in forza dell’art. 1339 c.c. in lettura combinata con l’art. 1419 c.c.

Va detto che, nel caso al vaglio del giudizio di legittimità, si va anche oltre il dato normativo e si pone piuttosto l’accento sulla ratio della disciplina antiusura, senza distinzioni di sorta tra fattispecie di mutuo, essendo tutte riconducibili alla medesima causa di credito. Nel caso concreto,  la S.C. ritiene di applicare il regime generale antiusura anche ai contratti di credito fondiario, estendendone la relativa disciplina.

La vicenda processuale diparte da una domanda di ripetizione dell’indebito avanzata da una società nei confronti di un istituto di credito con riferimento ad un contratto di mutuo fondiario stipulato nel 1990.Il Tribunale, esclusa la natura di mutuo fondiario agevolato, riteneva applicabile la normativa anti-usura al contratto in questione, condannando la banca alla restituzione di quanto riscosso in applicazione degli interessi usurari. Tale statuizione veniva ribaltata poi dalla Corte di Appello adita dall’istituto di credito, in quanto il Giudice del gravame riteneva che la fattispecie in esame integrasse un mutuo fondiario, come tale regolato ratione temporis dal D.P.R. 21 luglio 1976, n. 7 e sottratto alla generale disciplina anti-usura.

Per la riforma della pronuncia di appello ricorreva per cassazione l’originaria attrice, la quale insisteva per l’applicazione al contratto de quo della sopravvenuta Legge n. 108/1996, onde ottenere in via definitiva la ripetizione delle somme versate in eccesso a titolo di interessi.

Dipartendo da tale impostazione giuridica, la pronuncia in commento giunge alla conclusione che, “in mancanza di qualsivoglia indicatore normativo proveniente dalla disciplina di settore e dal sistema legislativo”,  il sistema normativo anti-usura contenuto nella citata Legge n. 108/1996 si applichi, in astratto ed in via generale, anche ai contratti di mutuo fondiario.

A mente di tale normativa, il momento determinante per la verifica dell’usurarietà o meno dei richiesti interessi è da valutarsi al momento della promessa o in quello in cui gli stessi sono convenuti, indipendentemente dal pagamento (cfr. anche Cass. Civ., n. 801/2016).

Tuttavia, altro percorso giurisprudenziale, ha ritenuto che, al cospetto di rapporti non esauriti al momento dell’entrata in vigore della Legge n. 108, potrebbe configurarsi un’ipotesi di nullità sopravvenuta laddove i tassi soglia via via fissati risultassero inferiori rispetto a quelli contenuti nella convenzione; così ragionando, gli interessi corrispettivi e moratori ulteriormente maturati sarebbero da considerarsi usurari e dunque automaticamente sostituiti, anche ai sensi degli articoli 1419, comma 2 e 1339 c.c., dai tassi soglia relativi ai diversi periodi (cfr. Cass. Civ. n . 602/2013).

Alla luce di quanto sopra, l’originaria pattuizione rimarrebbe valida, ma il debitore non potrebbe ritenersi obbligato oltre il tasso massimo consentito dalla legge in vigore al momento dell’adempimento, atteso che per la parte in eccesso l’esecuzione sarebbe inesigibile ex articolo 1375 c.c..

Ordinanza di rimessione alle S.S.U.U.  n. 2484 del 31.01.2017 (leggi l’ordinanza)

Giangiacomo Cicerig.ciceri@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche

Il Tribunale di Cuneo, aderendo all’orientamento della Corte d’Appello di Torino, in un recente ...

Contratti Bancari

Ulteriore significativo contributo apporta la recentissima sentenza della Corte d’Appello di Milan...

Contratti Bancari

La nullità della clausola inerente la determinazione dell’interesse variabile al tasso Euribor, i...

Contratti Bancari