Il giudice che compensa le spese di lite, esclude implicitamente la condanna per responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c.

Cass., 27 novembre 2012, Sez. III, n. 21008

Massima: “Deve ricordarsi colui che chiede il risarcimento del danno per l’eseguita esecuzione forzata illegittima può agire soltanto ai sensi dell’articolo 96 secondo comma Cpc – norma speciale rispetto all’articolo 2043 Cc – dinanzi al giudice dell’ opposizione ad essa, funzionalmente competente sia sull’an, sia sul quantum e deve dunque ritenersi che, avendo il Tribunale ritenuto di compensare le spese fra l’esecutato e l’esecutante, abbia implicitamente provveduto su di essa, reputandone insussistenti le condizioni, dovendosi infatti ricordare che la sentenza con la quale il giudice compensi le spese di lite, indicando le circostanze che integrano i giusti motivi per detta pronuncia, contiene una implicita esclusione dei presupposti richiesti per la condanna della parte soccombente al risarcimento dei danni per responsabilità processuale aggravata e resta quindi sottratta ad ogni censura non solo l’omessa motivazione ma, addirittura, l’omessa pronuncia sull’istanza di risarcimento di tali danni.” (leggi la sentenza per esteso)

Con la pronuncia in commento si ribadisce il principio secondo il quale, qualora il Giudice ritenga di compensare le spese di lite indicando le circostanze che integrano i giusti motivi di detta pronuncia, allo stesso tempo intenda implicitamente escludere la sussistenza dei presupposti richiesti ex art. 96 c.p.c. per la condanna della parte soccombente al risarcimento dei danni per responsabilità aggravata. Nella fattispecie in esame il Tribunale, chiamato a pronunciarsi sull’opposizione all’esecuzione promossa dall’esecutato, ha, da un lato, accolto la domanda diretta a contestare il diritto di agire esecutivamente del condominio precettante e, dall’altro lato, ha rigettato la domanda di estinzione dell’esecuzione in ragione dell’intervento eseguito nelle more del giudizio da un altro creditore; ritenendo quindi in forza di tali pronunce di compensare integralmente le spese di lite tra l’esecutato opponente ed il condominio opposto. Sulla scorta di tale motivazione la Suprema Corte, ravvisando nella predetta pronuncia l’implicita esclusione dei presupposti richiesti per la condanna ex art. 96 c.p.c, ha quindi rigettato le doglianze avanzate in sede di legittimità da parte dell’esecutato, non solo in merito all’omessa motivazione, ma anche in merito all’asserita omessa pronuncia sull’istanza di risarcimento danni.

(Laura Pelucchi – l.pelucchi@lascalaw.com)

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