Cessione del quinto e usura: sempre più aperto il contrasto

Ai fini della verifica dell’usura, per i contratti conclusi ante 2010, vanno esclusi dal calcolo del TEG gli oneri relativi alla copertura assicurativa, alla luce della normativa di settore vigente e, in particolare, secondo quanto prescritto dalle Istruzioni emanate nell’agosto 2009 dalla Banca d’Italia.

Si è pronunciato così il Tribunale di Frosinone, con la sentenza n. 654/2018 pubblicata il 3.07.2018 nell’ambito di un giudizio che ha coinvolto un istituto di credito cliente dello Studio, promosso da un soggetto che aveva sottoscritto un contratto di finanziamento – garantito da cessione del quinto della pensione di anzianità  – al fine di sentire accertare che il detto contratto, tenendo conto di tutti gli interessi, oneri ed elementi accessori, prevedeva condizioni contrattuali in contrasto con la normativa antiusura.

Come noto, risulta, allo stato, alquanto dibattuta in giurisprudenza la questione, in materia di usura e cessione del quinto nell’ambito dei contratti ante 2009, relativa alla inclusione nel calcolo del TEG delle spese di assicurazione. Nonostante la Suprema Corte si sia espressa, infatti, con la sentenza n. 8806 del 5.04.2017 e recentemente con quella n. 5160 del 6.03.2018, in senso favorevole a tale inclusione, sono oltre modo numerose le pronunce di merito che confermano l’esclusione di detto onere dal calcolo del TEG, facendo leva anche sulla circostanza che il costo assicurativo è imposto per legge e che, pertanto, va escluso da tale calcolo atteso che le istruzioni di Banca d’Italia all’epoca applicabili lo equiparavano alle “imposte e tasse” di cui al comma 4 dell’art. 644 c.p.

Anche il nominato Giudicante si è conformato a tale orientamento giurisprudenziale di merito e ha rigettato le domande avanzate dall’attore, ritenendo, da un lato, che, ai fini della verifica della verifica usura, occorre avere riguardo non al TAEG ma al TEG, “tasso effettivo globale, che a differenza del primo non comprende alcune voci, come gli oneri fiscali” ed affermando, dall’altro, che gli oneri connessi alla copertura assicurativa sottoscritta dall’attore, essendo obbligatoria per legge, non vanno inseriti nel calcolo del TEG.

Il Tribunale, al riguardo, è chiaro nell’affermare che “le istruzioni della Banca d’Italia per la rilevazione del tasso effettivo globale medio ai sensi della legge sull’usura vigenti all’epoca della sottoscrizione del contratto (marzo 2008) escludevano espressamente dal calcolo del TEG gli oneri assicurativi derivanti ‘dall’esclusivo adempimento di obblighi di legge’ precisando che ‘nelle operazioni di prestito contro cessione del quinto dello stipendio e assimilate indicate nella Cat. 8 le spese per assicurazione in caso di morte, invalidità, infermità o disoccupazione del debitore non rientrano nel calcolo del tasso purché siano certificate da apposita polizza’ ”.

Il Giudice continua rilevando che “tale esclusione è stata ribadita, per il pregresso, anche dalle nuove istruzioni emanate nell’agosto 2009, ove si legge che fino al termine del periodo transitorio sarebbero rimasti esclusi dal calcolo del TEG per la verifica del limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari ai sensi dell’articolo 2, comma 4, della legge 7 marzo 1996, n. 108  ‘gli oneri assicurativi imposti per legge direttamente a carico del cliente (anche per il tramite dell’intermediario’ )”.

Viene, in conclusione, rimarcata da parte del Tribunale di Frosinone, la rilevanza delle Istruzioni della Banca d’Italia, quali norme tecniche autorizzate dal legislatore secondario riconoscendo il ruolo delle stesse come necessario al fine di dare attuazione uniforme al disposto della norma primaria di cui all’art. 644, comma quarto c.p.

Il Giudicante ha tenuto, infatti, a rimarcare che “come già rilevato da condivisibile giurisprudenza di merito, in tema di verifica dell’usurarietà di un contratto bancario, criteri di coerenza logica e metodologica, e quindi di equità giuridica, ancor più alla luce delle conseguenze civili e penali derivanti dal superamento del tasso soglia, impongono di accedere al confronto tra il Teg applicato dalla singola banca e il tasso soglia del periodo, utilizzando quella stessa metodologia di calcolo che Banca d’Italia, ufficializzata nelle Istruzioni, non solo impone alle banche di rispettare, ma soprattutto essa stessa applica per rilevare il tasso medio effettivo globale da cui si ricava il dato di soglia (in questi termini Tribunale di Milano, 19.3.2015; cfr. altresì Tribunale di Monza, 20.7.2016 e Tribunale di Milano, 12.10.2017, secondo cui alle Istruzioni della Banca d’Italia in tema di usura deve essere riconosciuta natura di norme tecniche autorizzate dalla disciplina regolamentare, necessarie per l’applicazione di tutta la normativa anti-usura)”.

La sentenza si rivela, inoltre, interessante in quanto il Tribunale si esprime anche sulla esclusione, dal calcolo della verifica usura, anche delle spese di estinzione anticipata del finanziamento affermando di “aderire a quell’indirizzo giurisprudenziale (cfr. Trib. Torino, 13.9.2017; Trib. Milano 16.2.2017; Trib. Torino, 20.6.2015) che ammette la rilevanza di tale voce ai fini della verifica del TEG solo nel caso di sua effettiva applicazione” in assoluta conformità, dunque, a quell’orientamento sempre più preponderante che ritiene l’assoluta irrilevanza, ai fini della verifica del rispetto della normativa antiusura, dei c.d. scenari probabilistici e che esclude di prendere in considerazione ogni onere, compresi quelli meramente eventuali, quale la penale di estinzione anticipata.

Il nominato Giudicante ha affermato sul punto che l’onere della penale di estinzione anticipata in quanto meramente eventuale e collegato ad una opzione concessa allo stesso mutuatario, esprime “un peso economico e finanziario pari a 0 al momento della conclusione del contratto”. Ed ancora che “sostenere il superamento del tasso soglia ex L. 108/1996 per effetto dell’inclusione nel TEG dell’incidenza percentuale della cd. penale per l’estinzione anticipata del mutuo finirebbe per postulare una sorta di ‘tasso sommatoria’ fra voci affatto eterogenee per natura e funzione, quali gli interessi corrispettivi e la penale”.

Le domande svolte dall’attore sono state, pertanto, integralmente rigettate con relativa condanna alle spese.

Tribunale di Frosinone, 03 luglio 2018, n. 654 (leggi la sentenza)

Alessandra Sangrigoli – a.sangrigoli@lascalaw.com

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