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Londra post-Brexit assicura i diritti dei residenti Ue

Buone notizie per gli oltre tre milioni di cittadini europei residenti in Gran Bretagna: ieri il ministero dell’Interno britannico ha promesso che potranno facilmente ottenere il diritto a restare nel Paese anche dopo Brexit, mettendo fine a mesi di incertezza sul loro status.
La domanda di residenza sarà semplice, potrà essere compilata online e verrà vagliata rapidamente. Le decisioni verranno prese «in pochi giorni», ha assicurato Sajid Javid, il ministro responsabile: «Con questo programma rispettiamo l’impegno a tutelare i diritti dei cittadini Ue che già vivono nel nostro Paese dando un contributo importante. Vogliamo che restino e per questo stiamo facilitando il più possible le procedure».
I cittadini europei che al dicembre 2020 avranno vissuto, studiato o lavorato in Gran Bretagna da cinque anni avranno il diritto a chiedere il cosiddetto “settled status” o diritto di residenza permanente. Per ottenerlo dovranno solo dimostrare tre cose: la loro identità, che non hanno precedenti penali e che effettivamente vivono in Gran Bretagna. La procedura sarà «semplice, breve e facile da usare», e la posizione del Governo è accettare ogni domanda che risponde ai tre criteri. Le domande verranno controllate usando le banche dati del ministero e del Fisco britannico e verranno approvate entro due settimane.
Il programma di registrazione è obbligatorio per tutti i cittadini Ue residenti in Gran Bretagna, e costerà 65 sterline per ogni adulto e 32,50 sterline per bambini e minorenni. Le registrazioni partiranno in autunno e continueranno fino al 2020. Chi ha già il diritto di residenza permanente dovrà comunque fare domanda ma sarà gratuita. I cittadini Ue che si sono trasferiti in Gran Bretagna poco prima del dicembre 2020 potranno aspettare lo scadere dei cinque anni per poi fare domanda di residenza.
Per sottolineare il nuovo “volto umano” del ministero dell’Interno, Javid ha assicurato che anche i coniugi, partner, figli o nipoti a carico di un cittadino Ue che ha ottenuto il diritto di residenza permanente avranno diritto di restare. Il ministero ha detto che si aspetta di dover vagliare 4.500 domande al giorno per arrivare al totale previsto di 3,5 milioni entro il 2020. La domanda con foto allegata potrà essere fatta per posta, online o anche tramite app. Una volta approvata, a ogni cittadino Ue verrà assegnato un numero che servirà per poter usufruire dei servizi pubblici.
Javid ha protestato ieri per il fatto che i Paesi Ue non hanno ancora presentato un programma simile per dare certezze agli 1,2 milioni di cittadini britannici residenti nell’Unione. «Sono preoccupato e spero che sia il Parlamento europeo che la Commissione faranno pressioni sui Governi nazionali per chiarire la questione», ha detto. Il deputato laburista Hilary Benn, presidente della Commissione parlamentare su Brexit, ha accolto con favore l’annuncio del ministero dell’Interno ma ha chiesto se il programma di registrazione sarà operativo anche in caso di un fallimento dei negoziati tra Londra e Bruxelles e quindi di un’uscita della Gran Bretagna dalla Ue senza un accordo.
Sia Londra che Bruxelles hanno sottolineato più volte che anche gli accordi che hanno già raggiunto sono provvisori e che «niente è deciso finchè tutto non sarà stato deciso», cioè fino alla firma di un’intesa quadro.

Nicol Degli Innocenti

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