Il tempestivo passaggio a perdita “salva” la segnalazione non preceduta dal preavviso

Lo scorso 13 giugno il Tribunale di Agrigento ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, nell’ambito di un procedimento d’urgenza promosso nei confronti di un istituto di credito difeso dallo Studio, a fronte di una presunta illegittima iscrizione a sofferenza nel sistema di informazioni creditizie.

Secondo la ricostruzione del ricorrente, l’istituto aveva effettuato la segnalazione in difetto dei relativi presupposti in quanto: il debito segnalato risultava estinto, la banca non aveva valutato la situazione economica complessiva del ricorrente e, comunque, non aveva inoltrato il necessario preavviso di segnalazione. Conseguentemente il ricorrente chiedeva l’immediata cancellazione della segnalazione effettuata in violazione del codice deontologico e di buona condotta dei sistemi informativi, oltre all’accertamento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti in conseguenza dell’illegittima segnalazione.

La banca resistente, nel costituirsi in giudizio, aveva sconfessato la ricostruzione dei fatti avversaria, evidenziando che in realtà:

1) il debito oggetto di segnalazione era non solo esistente, quand’anche definitivamente non recuperato, tant’è che era stato effettuato il passaggio a perdita del residuo debito nel periodo intercorrente tra il deposito del ricorso avversario e la fissazione della prima udienza;

2) la segnalazione era stata preceduta da una diffida ad adempiere e,

3) difettava comunque il periculum in mora dal momento che l’imminenza del pregiudizio era venuta meno a seguito del passaggio a perdita del debito precedentemente segnalato.

Il Giudice, pur rilevando un profilo di irregolarità nel comportamento della resistente, dato dal fatto che la segnalazione non era stata preceduta da apposito “preavviso di segnalazione”, non essendo stata fornita la prova dell’effettiva ricezione della diffida che aveva preceduto la segnalazione, ha dichiarato la cessazione della materia del contendere per effetto del passaggio a perdita del credito, nonché l’inammissibilità del ricorso per difetto del periculum in mora, dal momento che dagli atti risultava che, nonostante la segnalazione, il ricorrente aveva ottenuto diversi finanziamenti da parte di altri istituti di credito, dovendo escludersi che il medesimo avesse effettivamente subito un danno da segnalazione.

Tribunale di Agrigento, sentenza del 13 giugno 2018

Francesca Fiorito – f.fiorito@lascalaw.com

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