Il bonifico? È a piacere

L’ordine di bonifico su conto corrente non è soggetto a particolari requisiti di forma.

Il Supremo Collegio, con la recentissima ordinanza in commento, ha avuto modo di ribadire che il requisito della forma scritta, stabilito dall’art. 117 T.U.B. per il contratto di conto corrente, non si estende alle operazioni correlate impartite tempo per tempo dal correntista. La forma di tali operazioni è lasciata alla libera determinazione delle parti contraenti.

Il caso – interessante per la sua peculiarità – diparte dal Tribunale di Biella, ove un cliente di Poste Italiane conveniva in giudizio quest’ultima asserendo che un terzo soggetto (la suocera, parimenti citata in giudizio) aveva – a suo dire – indebitamente prelevato dal conto corrente dell’attore una importante somma di denaro rinveniente da indennizzo assicurativo precedentemente liquidato in favore del correntista.

Parte attrice conveniva quindi l’istituto postale ed il terzo ai sensi degli artt. 2041 e 2043 c.c. deducendo come Poste medesima avrebbe dato esecuzione ad un ordine di bonifico sottoscritto da un terzo non titolare del rapporto in parola.

Risultando soccombente in primo grado in punto di domanda di ingiustificato arricchimento, il correntista interponeva appello avanti la Corte di Torino, la quale rigettava il gravame, qualificando come mera irregolarità formale l’operazione bancaria in discorso.

Alla soglia della Cassazione, il correntista lamentava – per quanto qui occorre – la violazione e/o falsa applicazione degli artt. 1321, 1350 c.c. e 23 T.U.F. e 117 T.U.B. in quanto i giudici della Corte territoriale non avrebbero considerato che la disposizione di bonifico in contestazione era stata sottoscritta da un terzo e non dal correntista personalmente e ciò in violazione della notoria disciplina di settore.

La Corte di Cassazione, anche sulla scorta delle decisive prove acquisite in grado di Appello, a mente delle quali risultava come le parti, in precedenza, ebbero ad eseguire e ricevere bonifici secondo le modalità in contestazione, rigettava il ricorso.

Nella interessante parte motiva della sentenza, la Corte ha precisato che: “l’ordine di pagamento costituisce un’esecuzione di incarico conferito ex art. 1856 c.c. e non è soggetto ai particolari requisiti di forma, la cui efficacia vincolante scaturisce da una precedente dichiarazione di volontò con la quale la banca si è obbligata ad eseguire i futuri incarichi conferiti dal cliente. (…) Dal che deriva l’estraneità del beneficiario (terzo rispetto all’ordine), nei cui confronti pertanto, l’incarico del correntista di effettuare il pagamento assume natura di delegatio solvendi ex art. 1269 c.c.”.

Tirando le fila del discorso, la Suprema Corte chiarisce come la portata cogente dell’art. 117 T.u.b. rispetto alla forma scritta per la conclusione dei contratti di conto corrente, “non si estende alle disposizioni di volta in volta impartite dal correntista, non comportanti modificazioni delle stipulazioni già intervenute tra le parti, le quali, pertanto, non richiedendo forme particolari, sono lasciate alla libera determinazione dei contraenti”. E ciò, precisa la Corte, anche con riguardo alla particolare tipologia di conto corrente in essere con Poste Italiane e regolata ai sensi del DPR 144/2001 [1].

Ne deriva che anche la clausola, in cui si prevede la facoltà del correntista di impartire ordini verbali o telefonici, non contrasta con la richiamata norma del T.U.B., costituendone, semmai, una specificazione.

[1] In particolare, art. 3, comma 5, DPR cit. recante regolamentezione dei Servizi “Banco Posta”.

Cass., Sez. III Civ., 25 maggio 2018, n. 13068

Giangiacomo Ciceri – g.ciceri@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche

Come per i contratti quadro nell'ambito della intermediazione mobiliare, anche per i contratti banca...

Contratti Bancari

L’annosa questione del risarcimento del danno da illegittima segnalazione a sofferenza presso la C...

Contratti Bancari

Con ordinanza depositata in data 15 giugno 2018, il Tribunale di Roma ha accolto il reclamo ex art. ...

Contratti Bancari