C’è una seconda chance per il decreto ingiuntivo nullo

Cosa fare quando un decreto viene dichiarato nullo? Lo si sostituisce con una nuova ingiunzione!

L’ordinanza in commento è stata resa nell’ambito di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, all’esito della prima udienza successiva alla riassunzione del processo dinanzi al Tribunale territorialmente competente.

Il nuovo Giudice si è dapprima soffermato sulle sorti del decreto opposto, provvedendo poi in ordine alla richiesta formulata dalla creditrice di emissione di una nuova ingiunzione di pagamento ai sensi dell’art. 186 ter c.p.c.

Con riferimento al primo aspetto, il magistrato, uniformandosi all’ormai pacifico orientamento giurisprudenziale formatosi sul punto, ha riconosciuto l’invalidità, e conseguentemente l’implicita caducazione, del decreto emesso da un giudice territorialmente incompetente, anche in assenza di un’espressa declaratoria di nullità.

Maggiormente degni di nota appaiono invece gli spunti collegati alla seconda tematica affrontata, finalizzata all’ottenimento di un’ordinanza ex art. 186 ter c.p.c. che, di fatto, potesse sostituire la precedente ingiunzione ormai venuta meno.

Tale ordinanza, infatti, consente alla parte che ne faccia richiesta di ottenere, all’interno di un ordinario giudizio di primo grado, un provvedimento anticipatorio e sommario, omologo per contenuto ed efficacia ad un decreto ingiuntivo, allo scopo di recuperare una data somma di denaro di cui essa è creditrice oppure di ottenere la consegna di una certa quantità di cose fungibili, purché il creditore stesso fornisca prova scritta del diritto vantato.

Il provvedimento in questione, al pari della “canonica” ingiunzione di cui agli artt. 633 ss. c.p.c., può inoltre essere dichiarato provvisoriamente esecutivo, se richiesto dalla parte istante, qualora “ricorrano i presupposti di cui all’art. 642 c.p.c., nonché, ove la parte non sia rimasta contumace, quelli di cui all’art. 648, primo comma” (art. 186 ter, 2° comma, c.p.c.), costituendo altresì titolo idoneo per l’iscrizione di ipoteca giudiziale.

Così operando, il creditore può quindi ottenere prontamente un titolo esecutivo di formazione giudiziale che, in caso di prematura estinzione del processo, diverrà definitivo, oppure, in caso di conclusione del stesso con sentenza definitiva, verrà sostituito o assorbito da quest’ultima.

Tribunale di Civitavecchia, sentenza del 17 maggio 2018

Domenico Lancellottad.lancellotta@lascalaw.com

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