Beneficio di inventario: in che momento può essere fatta valere la limitazione di responsabilità?

Con la sentenza in commento, la Sezione II della Corte di Cassazione si è trovata ad affrontare nuovamente la questione inerente il momento in cui può dirsi sussistente la limitazione di responsabilità dell’erede nei confronti dei creditori del de cuius, allorquando l’eredità sia stata accettata con beneficio d’inventario.

Nel caso in esame, il soggetto nei confronti del quale un istituto bancario aveva notificato atto di precetto, proponeva opposizione deducendo di non essere debitore della somma ingiunta in quanto aveva accettato l’eredità del de cuius con beneficio di inventario, rilasciando i beni ai creditori.

Non avendo la Banca intrapreso l’esecuzione, il Giudice di prime cure dichiarava la cessazione della materia del contendere, condannando la creditrice opposta alle spese di lite ed al risarcimento dei danni ex art. 96 c.p.c..

Impugnata la sentenza, la Corte d’Appello evidenziava come il titolo esecutivo azionato dalla Banca, in forza del quale era poi stato notificato il precetto, era stato ottenuto in un momento in cui l’erede aveva dichiarato di accettare l’eredità con beneficio di inventario ma, tuttavia, non era stata ancora ultimata la redazione dell’inventario. Per tale motivo, lo stesso non poteva considerarsi quale erede puro e semplice e rispondere, quindi, dell’intero ammontare del decreto ingiuntivo.

La Banca proponeva pertanto ricorso in Cassazione, rilevando come il giudice dell’esecuzione non ha il potere di eseguire un controllo estrinseco su un titolo esecutivo divenuto ormai definitivo.

La Suprema Corte, investita della questione, ha posto in evidenza come l’accettazione con beneficio di inventario sia una fattispecie a formazione progressiva, che si costituisce di due elementi indispensabili: l’accettazione e la redazione dell’inventario. Dunque, la dichiarazione di accettazione, pur avendo un’immediata efficacia, non incide sulla limitazione della responsabilità intra vires hereditatis, la quale è condizionata alla preesistenza o alla sopravvenienza dell’inventario, mancando il quale l’accettante è considerato erede puro e semplice.

Nel caso di specie, posto che al momento della formazione del titolo esecutivo giudiziale ottenuto nei confronti dell’erede per un debito del de cuius non erano ancora decorsi i termini per il compimento dell’inventario, la Corte di Cassazione ha ritenuto che la limitazione della responsabilità è stata correttamente eccepita dinanzi al giudice dell’esecuzione, trattandosi di fatto successivo alla definitività del titolo.

Cass., Sez. II Civ., 26 marzo 2018, n. 7477

Mirko La Cara – m.lacara@lascalaw.com

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