La delibera assembleare può obbligare i soci ad eseguire un finanziamento?

Con la sentenza n. 6865/2017, il Tribunale di Milano si è interrogato circa l’esistenza o meno in capo ai soci dell’obbligo di eseguire un finanziamento a beneficio della società, qualora l’Assemblea avesse deliberato favorevolmente in merito alla richiesta del finanziamento medesimo.

In particolare, la vicenda trae origine da una opposizione a decreto ingiuntivo ottenuto dalla società contro un socio, al fine di pretendere il pagamento della somma a titolo di finanziamento soci.

Da un lato infatti la società si affermava creditrice del socio in virtù dell’impegno da questo assunto nei suoi confronti, sottolineando l’idoneità del verbale assembleare a fondare il credito. D’altra parte, la richiesta di versamento era stata approvata da tutti i soci in Assemblea e quindi anche dal socio opponente. Dall’altro lato, quest’ultimo si era opposto contestando l’idoneità del verbale assembleare a fondare il diritto di credito dedotto in giudizio.

Per valutare la fondatezza o meno dell’opposizione al decreto ingiuntivo, il Tribunale di Milano si è basato sul tenore letterale della delibera, con la quale – testualmente – la società deliberava di “approvare la richiesta di versamento in conto finanziamento ai soci fino alla concorrenza massima di Euro 150.000,00”. Ebbene detta delibera, secondo i giudici meneghini, non conteneva l’assunzione da parte dei soci di uno specifico obbligo di eseguire il finanziamento, ma, diversamente, rappresentava la volontà dell’Assemblea di approvare la proposta all’ordine del giorno concernente la richiesta di ulteriori finanziamenti. Richiesta questa che, per perfezionare l’impegno al finanziamento da parte dei soci, avrebbe necessariamente dovuto essere seguita da un’assunzione esplicita di tale impegno da parte dei soci.

Utilizzando quindi lo schema negoziale tipicamente impiegato in materia di delibera di aumento oneroso del capitale sociale il Tribunale di Milano, con la sentenza n. 6865/2017, ha ribadito alcuni orientamenti giurisprudenziali in materia, dai quali emerge come “l’obbligo di versamento per il socio deriva non dalla deliberazione, ma dalla distinta manifestazione di volontà negoziale” che quest’ultimo deve esternare e che, di conseguenza, “per fondare la relativa pretesa, la società ha l’onere di provare non soltanto l’esistenza della deliberazione assembleare, ma anche la successiva sottoscrizione della quota di spettanza dell’aumento ad opera del socio”.

Tribunale di Milano, 19 giugno 2017, n. 6865 (leggi la sentenza)

Matteo Marciano – m.marciano@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche

La sentenza in esame ha affrontato il tema della responsabilità degli amministratori di una associa...

Corporate

La Corte di Cassazione si è pronunciata in tema di onere della prova per il danno cagionato dall’...

Corporate

Con la sentenza 23 aprile 2018 il Tribunale di Milano si è interrogato riguardo all’impugnabilit...

Corporate